Quirinale: la non rieleggibilità, dal confronto Togliatti-Moro ai tentativi della Bicamerale (4)

·1 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

(Adnkronos) – In particolare fu la prima commissione bicamerale per le riforme istituzionali, quella presieduta da Aldo Bozzi durante la nona legislatura, a proporre la non rieleggibilità immediata del Presiedente della Repubblica e una modifica del semestre bianco, prevedendo che negli ultimi sei mesi di mandato il Capo dello Stato potesse procedere allo scioglimento anticipato delle Camere soltanto "su parere conforme" dei presidenti dei due rami del Parlamento.

La proposta elaborata dalla commissione bicamerale presieduta da Massimo D'Alema nella tredicesima legislatura prevedeva invece l'elezione diretta del Presidente della Repubblica, con una durata del mandato di sei anni e la possibilità di una seconda elezione soltanto ma anche immediata. Quanto ai vincoli temporali per lo scioglimento della Camera che esprimeva la fiducia al Governo, rimaneva l'istituto del semestre bianco unito all'impossibilità di sciogliere l'Assemblea di Montecitorio nel primo anno di legislatura, quando questa fosse iniziata dopo l'elezione del Capo dello Stato.

Infine nella riforma costituzionale approvata dal centrodestra nel novembre del 2005 e poi bocciata nel referendum popolare, rimaneva la possibilità della rielezione del Presidente della Repubblica, mentre veniva abrogato il semestre bianco in quanto il potere di scioglimento del Capo dello Stato era radicalmente modificato e comunque legato alla richiesta del premier e al venir meno del rapporto fiduciario Governo-Parlamento. (di Sergio Amici)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli