Quirinale, Letta riunisce ministri Pd: da Salvini apertura

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Roma, 26 gen. (askanews) - La maggioranza prova a dare un accelerata serale nella ricerca di un nome condiviso da proporre al Parlamento in votazione come prossimo presidente della Repubblica domani o al più tardi venerdì, ora che il quorum è sceso a 505. Mentre Matteo Salvini ha smentito di aver incontrato Sabino Cassese prima di riunire i parlamentari della Lega, il segretario del Pd Enrico Letta ha riunito i ministri del Pd Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini per un confronto prima dell'assemblea dei grandi elettori del Pd in programma alle 21 che si terrà in parallelo alla riunione di Giuseppe Conte con i parlamentari Cinque Stelle.

Letta, secondo quanto si è appreso, ha parlato di "concreti segnali di apertura da parte di Salvini" sulla possibilità di una candidatura condivisa di maggioranza. Da maneggiare con cura. Segnali che saranno verificati direttamente e personalmente in un incontro in serata, dopo l'assemblea dei gruppi.

Oltre al nome della possibile candidatura condivisa, il ragionamento nel centrosinistra è sui tempi di sua formalizzazione. Dopo la nota di Meloni che ha affidato a Salvini il mandato di indicare il nome di un nuovo candidato unitario di centrodestra da presentare domani, a suo giudizio a maggior ragione dopo l'exploit Crosetto, nel centrosinistra si sta valutando il da farsi in caso Salvini subordini la candidatura unitaria all'eventuale fallimento domani della conta su candidati contrapposti.

Una strada - quella di subordinare la candidatura condivisa al fallimento domani di candidature di parte contrapposte, le cui insidie preoccupano non pochi nella maggioranza. Consapevoli tutti che da domani per essere eletti Presidenti della Repubblica servono 505 e non più 672 voti. E che il risultato della votazione odierna, ultima a quorum elevato, ha dato prova manifesta di un'assemblea di grandi elettori tutt'altro che graniticamente rispettosi delle indicazioni di voto dei vertici di partito.

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