Quirinale: Marcucci, 'Letta ci silenzia ma io dico Draghi resti a Chigi' (2)

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(Adnkronos) – "Salvini -dice Marcucci- non potrà mai essere un interlocutore, il suo antieuropeismo è una minaccia concreta. Non credo neanche in una trasformazione della Lega, che ha rinnovato il suo patto d’azione con Ungheria e Polonia. Giorgetti o non Giorgetti, il traguardo del Ppe mi sembra lontanissimo, praticamente irraggiungibile. In politica però, mai dire mai".

"Nel caso della legge elettorale, penso che il segretario abbia ragione. Nel senso che, in quel caso, si inizierà a giocherà sul serio solo dopo l’elezione al Colle. Personalmente preferisco il proporzionale. Prima o dopo comunque spero che di legge elettorale all'interno del partito se ne possa parlare e nelle sedi opportune. Anche per evitare errori di gestione come quelli visti sul ddl Zan".

"L'assenza di Renzi è stato un grave errore. Un leader come lui non può mancare durante una votazione così importante. Il ddl Zan aveva tanti manifesti avversari e suscitava qualche legittimo dubbio anche tra i potenziali sostenitori. Per questo, in Parlamento, che è il luogo deputato, si doveva scegliere la strada obbligata del dialogo. Ho con Renzi un rapporto normale, alcune volte sono d’accordo, altre volte no. Mi pare che contro il leader di Iv ci sia un’ossessione anche da parte di chi nel Pd per anni lo ha adulato e santificato. Io sono allergico ai processi di beatificazione che poi si trasformano in caccia alle streghe"

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