Quirinale, parlamentari eletti all’estero: non perdiamo tempo

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Image from askanews web site
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Roma, 28 gen. (askanews) - Sensibilità politiche diverse, accenti differenziati sulle caratteristiche del prossimo Presidente della Repubblica, ma la stessa urgenza che, dopo le prime votazioni andate a vuoto, adesso non si perda tempo e si concluda scegliendo un Capo dello Stato di cui poter essere orgogliosi anche fuori dall'Italia: è così che i parlamentari eletti all'estero interpretano il loro ruolo di rappresentanti degli italiani nel mondo. Consapevoli della complessità del quadro politico da comporre, ma anche del rischio che il prolungarsi del voto dilati problemi da affrontare invece con tempestività, oltre che essere poco comprensibile fuori dai confini nazionali.

'Mi auguro che adesso prevalga il senso di responsabilità', afferma Laura Garavini, senatrice di Italia viva eletta nella circoscrizione Europa, 'perché le diverse emergenze in atto, il rischio di un conflitto russo-ucrainao, l'emergenza pandemica, per non parlare del rincaro dei prezzi energetici, sono tutte questioni gravi che rendono necessaria un'accelerazione'.

'Prima lo si elgge e meglio sarà per tutti', dice da parte sua Fucsia Nissoli, eletta nella circoscrizione America settentrionale e centrale con Forza Italia, che spiega: 'Ricevo tantissimi messaggi da italiani all'estero e molti pensano che perdiamo tempo, che è una farsa. In realtà nella storia italiana tanti presidenti sono stati eletti anche dopo la quarta votazione'. Ma ora è il tempo di stringere.

'Francamente sono un po' delusa che non ci abbiano ancora indicato un nome, ma spero che domani ci sarà un nome su cui possiamo concordare', afferma Francesca La Marca, deputata del Pd eletta nella circoscrizione America settentrionale e centrale. 'Ai popoli anglosassoni in particolare è estrane una certa tendenza ai giochini politici, al lavoro dietro le quinte, ed è più difficile da spiegare. Anche a me dispiace per questa prassi'.

'Nel corso dell'ultimo anno, con la presidenza di Draghi, l'Italia ha recuperato standing a livello internazionale e in primis a livello europeo, in una fase in cui si mettono le fondamenta per il futuro dell'Europa', spiega Laura Garavini, senatrice di Italia viva eletta nella circoscrizione Europa. 'Mi auguro che il più presto possibile ci apprestiamo ad eleggere un presidente della Repubblica che consenta all'Italia di procrastinare questo standing e giocare quindi un ruolo strategico in un frangente nel quale, uscita la Gran Bretagna con la Brexit, l'Italia può giocare un ruolo di indirizzo, così come è riuscita a fare negli ultimi mesi di emergenza dovuta alla pandemia. L'individuazione del Presidente della Repubblica in una fase del genere è più importante che mai. Mi auguro - precisa Garavini - che non ci siano nomi che escono all'ultimo minuto, senza un'interlocuzione politica capace di raccogliere un ampio consenso.

'Sono fortemente sostentrice delle due candidature che il mio gruppo, Italia viva, ha espresso sino ad ora, e cioè il presidente Casini e il presidente Draghi', prosegue la senatrice. 'Credo che siano entrambe figure meritorie di diventare Presidente della Repubblica, capaci di giocare un ruolo strategico e di protagonismo non solo per l'Italia ma per l'Europa, con forti posizioni europeiste e atlantiste, ancor più importanti in questa fase che vede il rischio imminente di un possibile conflitto'.

Quanto all'Unione europea, dove la pandemia da un lato, l'ascesa del cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz dall'altra, hanno posto le basi per una revisione del patto di stabilità, Garavini vede uno spazio rilevante per l'Italia: 'Il recente trattato del Quirinale con la Francia è stato stategico, uno dei tasselli che indicano il ruolo di protagonismo che l'Italia può giocare. Io mi augurerei che un accordo analogo potesse essere stilato anche con la Germania. Sono accordi bilaterali ma sono un ausilio ad un maggior livello di integrazione a livello europeo. L'Italia dovrebbe avere un ruolo da protagonista al vertice, e poi - prosegue l'esponente renziana - un ruolo di motore per un'alleanza di paesi del sud Europa per perorare ancor maggiormente le istanze di questi paesi. L'Italia ha oggi, grazia a un anno di forte conduzione e grande prestigio, tutte le carte in regola per continuare a farlo. Ecco perché non possiamo permetterci di sbagliare questa scelta'.

L'immagine del parlamento italiano che non risce, sinora, ad eleggere un Presidente della repubblica risuona anche fuori Italia. 'Anche io - commenta Garavini - mi sarei augurata, da parte soprattutto della Lega, un maggior senso di responsabilità. E' fisiologico che ci sia bisogno di tempi per un confronto politico su una scelta così importante, ma io stessa non aprezzo il fatto che alla quarta votazione si sia costretti a esprimere ancora scheda bianca, soprattutto dopo che si era già in prossimità di un accordo politico rispetto al quale la Lega ha avuto un ripensamento estemporaneo. Mi auguro che adesso prevalga senso di responsabilità - afferma la senatrice vicepresidente della commissione Esteri - perché le diverse emergenze in atto, il rischio di un conflitto russo-ucrainao, l'emergenza pandemica, per non parlare del rincaro dei prezzi energetici, sono tutte questioni gravi che rendono necessaria un'accelerazione. C'è bisogno di accelerare i processi decisionali senza precludere il confronto e il fatto che si individui un nome il più possibile condiviso. Mi auguro che ci sia un ritorno alla ragione soprattutto della Lega, e delle forze di destra, per pervenire al più presto all'individuazione di un nominativo'.

'Ai colleghi stranieri però - precisa Garavini - dico anche che dipende molto dall'architettura iastituzionale. Presumo che in Germania nessuno si sarebbe mai immaginato di eleggere Angela Merkel come presidente della Repubblica. E' chiaro che è una questione di pesi e contrappesi e nell'architettura italiana, al di là del fatto che Draghi è il miglior candidato sia come presidente del consiglio che come presidente della repubblica, è nell'incarnazione di presidente del consiglio che può maggiormente giocare quel ruolo di protagonismo secondo me importante. E in qualità di Capo dello Stato avrebbe meno possibilità, per i compiti che gli competono, di esercitare quel ruolo che invece auspico che l'Italia possa ricoprire'.

'Mi auguro che si possa trovare il più presto possibile una soluzione che possa rappresentare tutti gli italiani, anche coloro che vivono all'estero, e che come è noto sono diventati un numero consistente quasi quanto una regione italiana', afferma Fucsia Nissoli, eletta nella circoscrizione America settentrionale e centrale con Forza Italia.

'Mi aspetto un presidente, uomo o donna, che sppia essere espressione concreta dell'italianità e di cui possiamo essere fieri. Che rappresenti cioè i nostri valori, il nostro amore per la famiglia, per la patria, per i valori che ci contraddistinguono'.

Secondo Nissoli, 'prima lo si elgge e meglio sarà per tutti. Io spero entro domani. Ricevo tantissimi messaggi da italiani all'estero e molti pensano che perdiamo tempo, che è una farsa. In realtà - precisa - nella storia italiana tanti presidenti sono stati eletti anche dopo la quarta votazione'. Ma 'purtroppo con i social, internet, instagram la gente subito viene a conoscenza e magari c'è meno tolleranza. Magari quando non c'erano i social le negoziazioni avvenivano a casa di qualcuno e c'era più pazienza'.

Ad ogni modo, 'c'è la pandemia, c'è l'urganza di andare avanti per risolvere i problemi relativi all'Ucraina, al caro energia. Dobbiamo veramente fare il prima possibile'.

Nel corso dell'ultimo anno, con il Governo Draghi sostenuto da un'ampia maggioranza, l'Italia ha recuperato credibilità internazionale: come non sprecare questo patrimonio? 'Eleggendo un presidente che continui a rappresentare questo paterimonio', rispond la deputata di Forza Italia. Che rileva, però, come 'gli americani a mala pena sono a conoscenza che stiamo eleggendo un presidente... non è una notizia quotidiana. Magari il New York Times o qualche altro giornale importante ha scritto che Draghi dovrebbe rimanere dov'è, ma l'americano medio non ha accortezza di quel che sta succedendo qui. Quanto agli italiani all'estero, sono italo-americani e conoscono l'Italia'.

L'esponente di Forza Italia riconosce, ad ogni modo, che una personalità nota oltreoceano c'è: 'Berlusconi è conosciuto in tutto il mondo, è molto amato, specialmente negli Usa. Ricordo che quando facevo campagna elettorale in certi club del Bronx trovavo appeso al muro l'immagine della Madonna e dall'altra parte la foto di Berlusconi. Berlusconi è ancora molto amato anche da molti italo-americani. Molti ancora ricordano il suo speech al congresso americano. Mi riempie di orgoglio'. Ora, però, il cavaliere si è ritirato dalla corsa al Quirinale: 'Io so che Berlusconi ha fatto un atto di estrema generosità e si è ritirato'.

Sarebbe meglio una presidente donna? 'Io penso che uomo o donna l'importante è che incarni i nostri valori e che all'estero possiamo essere orgogliosi di una figura che rappresenta che rappresenti l'unità del paese', risponde Nissoli. 'Mi auguro che molti possano convergere su questo nome'.

La prima cosa che hiderebbe al nuovo presidente, comunque, è 'di ridare la cittadinanza a quegli italiani che l'hanno perduta recandosi all'estero, che sono italiani col cuore ma non per la legge, anche se sono nati in Italia, hanno fatto il servizio militare in Italia. Sarebbe un atto di giustizia. Non si sa quanti sono, feci un question time e il ministro degli Esteri mi disse che l'ostacolo è proprio che non si può fare il censimento, ma non credo che siano molti. E comunque a prescindere dal numero, sarebbe un loro diritto: visto che si parla di ius soli prima diamo la cittadinanza a quelli che sono nati in italia. Conosco persone che hanno 90 anni e dicono: 'Voglio mnorire italiano'. Se poi il prossimo Presidente fosse qualcuno che conoscessi', conlcude Nissoli, 'glielo chiederei personalmente'.

Per il Quirinale serve 'innanzitutto una persona che sia all'altezza di guidare questo paese', afferma Francesca La Marca, deputata del Pd eletta nella circoscrizione America settentrionale e centrale. 'E' chiaro che tutti dicono un po' la stessa cosa, quasi uno slogan, ma in quanto rapprsentante degli italiani all'estero posso dire che gli italiani nel mondo hanno sempre guardato alla figura del Presidente della Repubblica come una guida, una personalità super partes che rappresenti con onore e dignità il nostro paese nel mondo. Forse per loro è più importante avere una persona all'altezza di questa Repubblica che non in patria. Francamente sono un po' delusa che non ci abbiano ancora indicato un nome, ma spero che domani ci sarà un nome su cui possiamo concordare'.

'Io - precisa la deputata dem - sono tra quelli che continua a dire che la crisi di governo di un anno fa non era indispensbile. Penso che l'Italia se la sarebbe cavata anche con Conte alla guida. Detto ciò, è ovvio che Draghi ha fatto un eccellente lavoro e credo che abbia molto a che vedere con sua reputazione in Europa e in Italia. E' un nome di fiducia: un nome, una garanzia. Questo ha rassicurato i mercati ed è stato ben visto dall'Europa e dal resto del mondo. In quest'anno abbiamo recuperato la nostra reputazione'.

E come si parla in Canada, negli Usa, delle elezioni per il Preisdente della Repubblica italiana? 'Se ne parla solo in qualche riga', risponde La Marca. 'Ma comunque non emerge una bellissima immagine dell'Italia. Ai popoli anglosassoni in particolare è estrane una certa tendenza ai giochini politici, al lavoro dietro le quinte, ed è più difficile da spiegare. Anche a me dispiace per questa prassi. Ad ogni modo ci dovrebbe essere pià copertura mediatica di quel che succede in Italia'.

Allargando lo suardo agli scenari mondiali, 'è chiaro che i problemi non mancano e chiunque venga eletto, dal giorno dopo dovrà rimboccarsi le maniche. Siamo alle porte di una guerra tra russia e ucraina, bisogna continuare a gestire la crisi pandemia. Essendo eletta in nord e centro America', afferma la deputata del Pd, 'auspico soprattuto che si elegga una persona all'altezza di questa Repubblica, qualcuno che possa rappresentarci bene all'estero. Meno male che Berlusconi ha fatto un passo indietro! Avrebbe distrutto la nostra reputazione, sarebbe stato un deja vu di quando guidava il Governo. Io auspico che il prossimo presidente sia una personalità di grande valore e che abbia simulitudine con Sergio Mattarella'.

Per la corsa al Colle, Francesca La Marca racconta: 'Io sento le comunità, raccolgo spunti, e vanno in tutte le direzioni. Ma è chiaro che, facendo io parte di uno schieramento di centrosinistra le voci maggiori che ho sentito sono quelle dei nostri circoli di simpatizzanti del Pd in Canada e negli Stati Uniti, dove i nomi che mi sono stati fatti, che anche io auspicherei, non sono neanche in lizza: Giulio Terzi, Bersani, Bonino, per fare degli esempi. Presso gli italiani in Canada e negli Stati Uniti, Draghi ha un'ottima reputazione. La preoccupazione semmai è che se Draghi fosse Presidente della Repubblica, la domanda diventa: chi sarà alla guida del Governo? Io penso - conclude la deputata democratica - che in linea di massima gli italiani nel mio continente ritengano che Draghi, pur autorevolissimo, rimanga alla guida del Governo, e che si trovi una figura alternativa per il Presidente della Repubblica'.

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