Quirinale, per gli italiani la 'casa' di Draghi è al Colle

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Sul Colle più alto gli italiani vorrebbero il migliore. Mario Draghi, da quando ha preso posto al centro della politica italiana, è subito sembrato il predestinato per succedere a Sergio Mattarella. Sondaggi e pancia del paese si sono trovati d'accordo sul suo nome come prossimo capo dello Stato. Sino a pochi giorni fa una ricerca targata Quorum/YouTrend dava Draghi largamente in cima tra le personalità che potrebbero ricoprire questo ruolo. Per il 17% degli italiani il nome migliore per il Colle sarebbe quello dell'attuale premier, seguito da Silvio Berlusconi al 10% e da due donne, Emma Bonino e Marta Cartabia, rispettivamente all’8% e al 5%. E sin dagli scorsi mesi il passaggio dell'ex numero uno della Bce al Quirinale sembrava scontato. Ma il colpo di coda della pandemia, l'incertezza politica, rimescolano oggi un po' le carte, con l'opinione pubblica che si interroga se è più conveniente avere una figura così stimata (anche in Ue) ancora alla guida del governo. La riflessione è aperta più che mai.

Non ha dubbi Nicola Piepoli: su Draghi al Colle "le intenzioni degli italiani paiono chiare", è la sintesi del sondaggista, presidente dell’Istituto di rilevazioni che prende il suo nome. "Sì gli italiani lo vogliono al Quirinale, circa un terzo dei nostri connazionali lo vuole lì, è il più gettonato, gli altri sono dispersi, non ci sono competitors, l'unico vero competitor sarebbe Mattarella". "Di sicuro al Colle lo applaudirebbero - spiega Piepoli all'Adnkronos - . La nostra società è una società malata, gradisce il medico, anche se è una terapia fastidiosa, pur di non impazzire di paura". "Ma l'atmosfera attuale è favorevole al potere, a chi oggi ci guida, ci riesce a far sopportare l'insopportabile, come diceva Hiroito nel '45". Tornando a Draghi e a Mattarella, Piepoli ricorda che sono a percentuali molto alte di consenso: "Oltre il sessanta per cento entrambi, numeri davvero importanti".

La sondaggista Alessandra Ghisleri, a capo di Euromedia research la pensa così: "Oggi il 60% degli italiani vorrebbe che Mario Draghi restasse a palazzo Chigi, perché lo riconoscono autorevole, vedono in lui il garante del debito nazionale, apprezzano i suoi rapporti internazionali, è colui che porta avanti il Pnrr", dice all'AdnKronos. Ma c'è un però: "Va tenuto pure presente - dice ancora l'esperta di flussi elettorali e di previsioni di voto - che questo governo ha una scadenza naturale, quella di legislatura, che copre un altro anno" mentre "se si volesse fare una riflessione legata anche alla tutela di Draghi" al patrimonio che rappresenta e "alla volontà di preservare il suo campo d'azione, allora l'approdo al Colle darebbe, in questo senso, maggiori garanzie". "Si tratterebbe di fare un discorso di lungo termine, che guardi anche alle prossime scadenze, abbia un respiro più ampio", è l'invito di Ghisleri.

Dal campo dei sondaggisti interviene anche Renato Mannheimer: "Gli italiani - sottolinea con l'AdnKronos - sono preoccupati dal fatto che se Draghi andasse a fare il presidente della Repubblica non sarebbe più lui, di cui si fidano, a spendere i soldi che arrivano dall'Europa". "Gli italiani - spiega - fanno un discorso molto concreto, poi certo sarà Draghi a dover decidere cosa vuole fare...". "I nostri connazionali hanno una enorme stima - sottolinea l'esperto - dell'ex capo della Bce, e soprattutto hanno più stima di lui che del governo stesso, cioè lui ha un suo indice di popolarità molto alto, tra il 50 e 60 per cento", ricorda. Nel paese ora "sembra prevalere la convinzione che Draghi sia più utile se resterà alla guida del governo".

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