Quirinale, secondo voto: in campo fattore U, verso nuova fumata nera

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Image from askanews web site
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Roma, 25 gen. (askanews) - Il fattore "U", come Ucraina e crisi con la Russia, piomba nella seconda giornata di voto - che dovrebbe segnare un'altra fumata nera - per la scelta del tredicesimo presidente della Repubblica con una perifrasi precisa: il profilo giusto, dicono Enrico Letta per i Dem e Matteo Renzi per Iv, è quello di un candidato "atlantista", "europeista", "senza ambiguità rispetto alla Russia". Che, oltre al piano alto della geopolitica, ha una ricaduta più concreta nell'asse tra l'antico e l'attuale segretario del Pd - i fatti loro hanno lasciato intendere se li regoleranno ad emergenza e legislatura finita, nel 2023 - nello sbarrare la strada per il Colle all'ex ministro Franco Frattini, nome in auge nel centrodestra ma con un profilo, secondo Letta e Renzi, "non atlantista", troppo vicino alle posizioni della Russia anche sulla vicenda dell'Ucraina.

Nome, quello di Frattini, che potrebbe essere nella rosa di nomi che i leader del centrodestra presenteranno e sui quali fino all'ultimo non ci sono certezze. Oltre a lui ci potrebbero essere Carlo Nordio, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Marcello Pera, Letizia Moratti. Nella mattinata il leader della Lega Matteo Salvini - che si è detto fiducioso di chiudere in settimana - è andato avanti tra riunioni e trattative con una linea "dialogante": "Io non dico dei no preventivi, mi auguro che nessuno abbia il pregiudizio in base al quale la cultura liberale e conservatrice non possa esprimere un nome". Intanto il segretario del Carroccio ha smentito di aver discusso con il premier Mario Draghi, visto ieri, di un presunto rimpasto di governo - alcuni giornali oggi parlavano di una doppia partita di Salvini per tornare al Viminale - mentre lo stesso Draghi, si è saputo, ieri ha parlato anche con Matteo Renzi. L'asso è in mano a Salvini, osserva proprio Renzi, ma deve stare attento a beccare il momento giusto in cui calarlo altrimenti "rischia di finire come Bersani".

Via Cnbc, inoltre, giunge l'appello di Enrico Letta che con un accorato "please" si rivolge al centrodestra: "Non fatelo, non provate a dividere il Paese proponendo una candidatura divisiva. E' importante in questo momeno trovare un uomo o una donna come Mattarella, molto inclusivo, capace di unificare il Paese. Questo è il nostro approccio", è necessario avere "un nome super partes". Lo stesso Letta si vedrà nel pomeriggio con Giuseppe Conte (M5S) e Roberto Speranza (Leu) per tenere unito il campo del centrosinistra e scongiurare il fantasma di un ritorno di un asse giallo-verde sul Quirinale. L'ipotesi è che anche da questo schieramento arrivi una rosa di nomi papabili.

E poi c'è il voto, che si è aperto alle 15 e si concluderà a sera, vedendo ancora vincere le schede bianche. Ma dovrebbero essere meno di ieri. Azione-Più Europa hanno confermato che voteranno ancora Marta Cartabia (che ieri ha ottenuto 9 voti), ci saranno voti anche per l'ex giudice Paolo Maddalena (ieri in testa con 36 preferenze), con ogni probabilità anche per il presidente Sergio Mattarella (ieri erano 16) ed è poi annunciata la new entry di Luigi Manconi che sarà votato dai parlamentari di Sinistra Italiana ed Europa Verde.

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