Quirinale, Sgarbi: "Operazione scoiattolo finita, Berlusconi indichi lui Draghi"

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"L'operazione scoiattolo è finita da un pezzo, è finita esattamente con le ultime telefonate fatte venerdì scorso insieme a Silvio...''. Parola di Vittorio Sgarbi, che fino a qualche giorno fa aveva fatto da 'centralinista' a Silvio Berlusconi per chiamare e convincere i parlamentari indecisi a votarlo per il Colle. Il critico d'arte ora consiglia vivamente al Cav, per mantenere ancora il boccino in mano, di ''aprire una pausa di riflessione" e approfittarne per poi annunciare "subito" un passo indietro, indicando un nome alternativo agli alleati del centrodestra.

''L'operazione scoiattolo è finita -precisa Sgarbi all'Adnkronos- da quando sono rimasto da solo... Chiarisco che io non lavoro per Berlusconi ma con lui. Fin quando lui parlava al telefono che io gli passavo, l'operazione andava avanti. Ora che da venerdì tutte le telefonate si sono interrotte, non c'è più nulla". "Da venerdì -spiega- c'è una pausa, secondo me una pausa di inattività in cui i suoi non hanno potuto garantire i 'numeri' in Parlamento a Silvio e quindi lui avrà capito che non è facile spuntarla... O si trovano più di 80 grandi elettori extra, ovvero fuori dal centrodestra, oppure il risultato non c'è. Sono ottimista, nel senso che Berlusconi può ancora governare la situazione, fare una pausa di riflessione, e indicare lui agli alleati il nome di un candidato al suo posto''.

Sgarbi vede tre opzioni sul tavolo: ''Berlusconi potrebbe spiazzare tutti e chiedere di votare Draghi, così avrebbe risolto tutto, visto che il Pd non potrebbe dire di no e verrebbero lasciati fuori solo una parte dei Cinque stelle. Oppure potrebbe indicare Gianni Letta, un nome possibile. Se vince Letta, vince per Berlusconi, se, invece perde, perde per sé...''. Il leader di 'Rinascimento' non crede più a un Mattarella bis e vede tra i 'quirinabili', oltre Draghi e l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, anche ''nomi istituzionali come la Casellati, altro candidato possibile. L'importante -conclude- è che Berlusconi dica per primo un nome alternativo così lo può negoziare con gli alleati. Se dice 'no' alla sua candidatura, ha ancora una carta, quella di indicare lui un altro nome per il centrodestra''.

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