Quota 102, stime e cifre del nuovo sistema pensionistico italiano

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quota 102
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In materia di pensioni, è stato stimato che, adottando Quota 102, andranno in pensione 16.800 cittadini italiani nel 2022, con un assegno di 26 mila euro.

Manovra di Bilancio, Quota 102: 16.800 lavoratori in pensione nel 2022, assegno di 26.000 euro

In considerazione della manovra di Bilancio recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri, è stata apportata una modifica al sistema pensionistico attualmente in vigore in Italia. Dopo aver abolito Quota 100, che prevedeva il pensionamento a 62 anni e 38 di contributi, ed aver scartato un immediato ritorno alla legge Fornero, che stabilisce il pensionamento a 67 anni e 20 di contributi, il Governo ha optato per la cosiddetta Quota 102.

Per quanto riguarda Quota 102, i suoi effetti si esauriranno nel 2026 ma, nel frattempo, il Governo dovrà impegnarsi a promuovere una totale e radicale riforma del sistema pensionistico italiano.

Manovra di Bilancio, Quota 102: stime e cifre del nuovo sistema pensionistico italiano

Secondo le stime sinora effettuate e ai dati riportati nella relazione tecnica della manovra, è stato calcolato che nel 2022 andranno in pensione 16.800 persone con Quota 102. A questo proposito, il documento illustrativo posto a corredo della legge di Bilancio, firmato nella giornata di giovedì 11 novembre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e successivamente depositato in Senato, rivela che l’assegno medio corrisponderà a 26 mila euro. Il costo totale delle pensioni previste per il 2020, invece, è pari a 175,7 milioni di euro.

Nel 2023, invece, andranno in pensione circa 23.500 cittadini mentre, nel 2024, i beneficiari di Quota 102 saranno circa 15.000. Infine, nel 2025, Quota 102 interesserà ulteriori 5.500 lavoratori e circa 1.000 persone nel 2026, anno nel quale la misura verrà abolita.

Nel complesso, quindi, tra il 2022 e il 2025, Quota 102 potrà beneficiare di 1,7 miliardi di euro.

Quota 102, la relazione tecnica che accompagna la manovra

In relazione al costo del nuovo sistema pensionistico, nella relazione tecnica che accompagna la manovra è possibile leggere quanto segue: “Sulla base della stima dei potenziali soggetti interessati, di una distribuzione comunque prudenziale delle adesioni e degli accessi al pensionamento, di un importo medio annuo di pensione pari a circa 26mila euro che tengono conto anche degli oneri per anticipo del Tfr per i lavoratori dipendenti del settore privato per le aziende sopra i 50 dipendenti per i quali la prestazione è a carico della finanza pubblica”.

Manovra di Bilancio, Quota 102: Ape sociale e Opzione Donna

La relazione tecnica, inoltre, riporta che la platea potenziale dell’Ape sociale allargata nel 2022 è pari a 21.200 lavoratori mentre, rispetto a Opzione Donna, il Governo ha valutato la presenza di 17.000 donne in pensione su 29.500 lavoratrici totali che matureranno i requisiti contributivi e anagrafici minimi richiesti da Quota 102. Queste lavoratrici sono distribuite nel seguente modo: 17.000 nel settore pubblico, 5.000 nel settore privato e 7.500 lavoratrici autonome.

Potranno andare in pensione, dunque, coloro che avranno compiuto 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) e avranno maturato almeno 35 anni di contributi. Inoltre, per la pensione contributiva, si ipotizza un importo medio di 1.100 euro al mese per le lavoratrici che operano nel settore privato, la pensione per le lavoratrici del settore pubblico sarà di 1.250 euro mensili e quella delle lavoratrici autonome corrisponderà a 810 euro.

In questo contesto, se confrontati con gli assegni medi di pensioni, in conseguenza del calcolo contributivo, emerge una riduzione del 6% per le lavoratrici dipendenti e del 13% per le lavoratrici autonome.

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