Raccolta firme della Lega per l’elezione diretta del Capo dello Stato

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Non ha ottenuto le elezioni dopo la caduta del governo, ma Matteo Salvini intende chiamare gli elettori a esprimersi su temi che riguardano la composizione del Senato e la nomina del Presidente della Repubblica. La Lega ha annunciato una raccolta firme, a partire da sabato 19 ottobre (in occasione della manifestazione contro il governo giallorosso), per l’abolizione dei senatori a vita e l’elezione diretta del Capo dello Stato. Nel pomeriggio di giovedì 10 ottobre, l’ex vicepremier, insieme al senatore Roberto Calderoli, ha presentato in Corte di Cassazione due disegni di legge costituzionale di iniziativa popolare.

Salvini annuncia raccolta firma della Lega

L’abolizione dei senatori a vita (già ridotti a cinque dal taglio dei parlamentari) e l’elezione diretta del Presidente della Repubblica sono stati definiti temi “molto cari” agli elettori leghisti, ha dichiarato Salvini. L’obiettivo della raccolta firme annunciata dalla Lega è portare le proposte di legge in Cassazione e dare vita a un doppio referendum, che unisca queste due richieste a quella della riforma della legge elettorale. Il Carroccio non ha infatti intenzione di fare passi indietro sulla riforma della legge elettorale: il maggioritario puro “consentirà di vincere anche con un voto in più ed evitare gli inciuci come quello di Pd e M5s” ha commentato Salvini.

Le proposte di FdI

L’elezione diretta del successore di Sergio Mattarella è un tema che la Lega condivide con gli alleati di centrodestra. Fratelli d’Italia ha già precedentemente presentato un disegno di legge che modifica l’attuale legge elettorale. Giorgia Meloni ricorda che, durante il primo governo Conte, “avevamo portato in Aula queste proposte, ma la maggioranza gialloverde ci ha votato contro. La Lega ha bocciato sia il presidenzialismo che il taglio dei parlamentari. Sono contenta che le cose siano cambiate”. Quello dei senatori a vita è “un istituto ottocentesco“, la cui abolizione è “ancora più necessaria dopo il taglio dei parlamentari. Ci troviamo con cinque senatori nominati che avranno un’incidenza molto maggiore nell’elezione del Presidente della Repubblica”.