I racconti degli sfollati curdo-siriani: L’America ci ha venduto

I racconti degli sfollati curdo-siriani: L’America ci ha venduto

Ras-al-Ain, 11 ott. (askanews) – La storia si ripete in Siria. Gli sfollati curdo-siriani fuggono dalla città di Ras-al-Ain, al confine settentrionale, e si rifugiano in una scuola ad Hassakeh, mentre la Turchia continua la sua invasione per conquistare le principali città di frontiera, nel terzo giorno dell’offensiva.

Magda Amin, funzionaria per gli sfollati nella Regione autonoma curda:

“Abbiamo svuotato tre scuole nella città di Hasakeh e questa è la prima scuola. Finora sono entrate 50 famiglie, con più di 220 persone”, ha raccontato.

“Chiediamo a tutti gli Stati di compiere i loro doveri umanitari, perché qui sta avvenendo un disasto umanitario. Si assumano le loro responsabilità”, ha aggiunto.

Secondo le Nazioni Unite, 70.000 persone hanno dovuto lasciare le loro case da quando la Turchia ha lanciato la sua offensiva nelle aree controllate dai curdi il 9 ottobre. È la terza volta dall’inizio del conflitto siriano nel 2011 che la Turchia invade il Nord della Siria.

“Eravamo a Ras-al-Ain e dopo i bombardamenti siamo fuggiti. Cosa dovremmo fare io e la mia famiglia?”, si chiede uno sfollato, Ibrahim Fares.

“Siamo abbandonati, non ci sono case, nessun posto dove vivere e non sappiamo dove andare. Ora qualcuno ci ha dato la sua casa senza porte”, ha aggiunto.

“Questi paesi non vedono cosa sta succedendo? America, Russia, Iran, non lo vedono? L’America è qui in teoria con noi. L’America ci ha venduto, come ha fatto la Russia. Ci hanno venduto. Lo sappiamo”, ha aggiunto Jihan, sfollata curda di Kobane, che per la seconda volta in due anni ha dovuto fare le valigie con la sua famiglia e lasciare la sua casa nel Nord della Siria.