Radicali: "Oggi abbiamo 'bombardato' la Russia con oltre 1 mln di mail"

(Adnkronos) - "Oggi abbiamo condotto un'azione inedita, massiccia, profondamente radicale e non violenta inviando 1 milione e 500 mila mail ai cittadini russi per chiedere loro di disertare la guerra del dittatore Putin". Così Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini, Igor Boni e Oles Horodetskyy, segretario, tesoriera, presidente e membro di direzione di Radicali Italiani oggi in conferenza stampa per presentare e attuare l'iniziativa 'Bombardiamo la Russia'. "Come nella Seconda Guerra Mondiale venivano lanciati volantini dal cielo - hanno spiegato - così oggi Radicali italiani, nell'anniversario della Marcia su Roma, ha utilizzato l'arma dell'informazione di massa per scalfire il muro di disinformazione, fake news e censura eretto da Putin. Gli indirizzi email sono stati hackerati da Anonymous all'inizio della guerra in Ucraina e sono stati recuperati nel Dark Web".

"L'invio massiccio di mail - spiegano i Radicali - è la nuova fase della campagna social già lanciata qualche settimana fa in russo e in inglese: 'Non più un uomo, non più un soldo per l’esercito di Putin!'. Qualche giorno prima ci siamo anche inseriti sul social russo Vk con il nostro appello e dopo vari scambi, anche molto accesi, siamo stati espulsi nel giro di due giorni. Ai cittadini russi oggi abbiamo inviato un appello nella loro lingua affinché non accettino la mobilitazione e disertino la guerra che non vogliono combattere, abbiamo anche sollecitato le loro risposte". Massimiliano Iervolino ha sottolineato: "Comunichiamo apertamente ai russi che Putin è un criminale di guerra e li invitiamo anche a firmare il nostro appello 'Putin all'Aja' sul nostro sito perché lo Zar sia giudicato per i crimini di guerra e contro l'umanità. Siamo convinti che questa azione sia in linea con la storia radicale. Chi è davvero Putin lo diciamo da 23 anni, solo ora tutti hanno aperto gli occhi".

Oles Horodetskyy ha dichiarato: "Ci sono tre condizioni per vincere la guerra: sostenere la resistenza ucraina, continuare con le sanzioni alla Russia e non ultimo risvegliare le coscienze dei russi. Putin con la sua propaganda ha creato una realtà parallela che professa la supremazia del popolo russo per arginare la decadenza occidentale. Questa è un'iniziativa pacifista non violenta, non quella di chiedere la pace in modo generico". Da parte sua Giulia Crivellini ha ricordato che: "Da mesi chiediamo di incriminare formalmente Putin davanti alla Corte Penale Internazionale, così come chiedemmo per Milosevic. Chiediamo dunque anche al nuovo governo, ai ministri Tajani e Nordio di finanziare l'operato della Corte. Sui crimini di aggressione la Corte non ha competenza. Recentemente i ministri di Lettonia, Estonia e Lituania hanno chiesto di istituire un tribunale ad hoc per procedere anche con questa accusa. L'Ue si faccia promotrice anche di questa azione affinché non rimangano zone grigie di impunità, chiediamo al ministro degli Esteri di attivarsi. Infine chiediamo al governo di accogliere i dissidenti russi".

In conclusione di conferenza stampa Igor Boni ha detto: "Dall'inizio della guerra con le nostre piccole forze abbiamo messo in campo una serie di iniziative di cui si sta capendo il valore. Per noi non c'è pace senza giustizia, questo ci differenzia dai pacifisti che vogliono la pace a qualsiasi condizione. La guerra terminerà quando la Russia uscirà dal territorio ucraino. Oggi lanciamo una bomba democratica, di informazione e di libertà".