Raffaella Carrà, l'ultimo regalo di Vladimir Luxuria

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Sono tantissimi i VIP che hanno voluto lasciare un ultimo saluto a Raffaella Carrà, la divina showgirl che ci ha fatto sognare per decenni con la sua musica e i suoi programmi televisivi, tra loro anche Vladimir Luxuria, che le ha lasciato un ultimo regalo.

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Vladimir Luxuria ha lasciato un ultimo, commovente regalo sulla bara di Raffaella Carrà: una bandiera dell’orgoglio LGBT+. Photo Credits: Kikapress

L’ultimo commovente regalo di Vladimir Luxuria a Raffaella Carrà

Dopo il lungo corteo funebre che ha accompagnato la bara, Raffaella Carrà è stata portata alla camera ardente che sarà aperta ancora oggi, 8 luglio, dalle 08:00 fino alle 12:00 e poi dalle 18:00 fino a mezzanotte.

Tanti i VIP che hanno accompagnato il feretro, come Milly Carlucci, Bruno Vespa, Giancarlo Magalli e Flavio Insinna. Tra loro non poteva mancare Vladimir Luxuria, che ha voluto lasciare un ultimo personalissimo regalo a Raffaella Carrà, icona della comunità LGBT+.

Su Instagram, Vladimir Luxuria ha mostrato una foto della camera ardente, scrivendo: “Ho messo una bandiera rainbow sulla bara di Raffaella Carrà”.

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fonte: Instagram

Raffa icona LGBT+: il ricordo di Luxuria

Raffaella, con la sua musica e il suo straordinario modo di essere, è stata di ispirazione per un’intera comunità, che le ha sempre mostrato un affetto completamente e assolutamente ricambiato, tanto che siamo certi che quella bandiera arcobaleno – simbolo di inclusione e dell’orgoglio LGBT+ - sia stata gradita dall'iconica showgirl.

La sua era una rivoluzione con il sorriso – aveva dichiarato Vladimir Luxuria a Lapresse subito dopo la morte dell’artista – trattava certi temi con leggerezza e grande professionalità. Noi dicevamo: 'Siamo tutti etero finché non parte la Carrà'. Con la sua energia positiva ci ha sempre ricaricati. È stata la colonna sonora di tutti i nostri Pride. Si è sempre battuta contro le discriminazioni, ha sempre detto sono stata cresciuta da due donne, la mamma e la nonna, perché non possono essere cresciuti i bambini da persone dello stesso sesso”.

Photo Credits: Kikapress

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