Ragazza morta per meningite fulminante, aveva un semplice mal di testa

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È morta improvvisamente Jessica Cain, la ragazza uccisa da una meningite fulminante lo scorso 13 ottobre a Gateshead, in Inghilterra. La giovane non aveva accusato particolari sintomi nel corso della giornata, se non un semplice mal di testa per il quale aveva deciso di andare a dormire presto, dietro consiglio della madre. Da quel sonno però Jessica non si è mai più svegliata e ora la madre racconta i dettagli dell’ultimo giorno vissuto dalla figlia.

Ragazza morta per meningite fulminante

Ai giornalisti, la 49enne Sheila Rowland ha spiegato di non aver minimamente sospettato che la figlia potesse aver contratto la meningite, fino a quando cinque giorni dopo la morte l’autopsia non ha chiarito ogni dubbio confermando le ipotesi dei medici: “Ci chiedevamo se avesse avuto un’emorragia cerebrale o un infarto. Siamo rimasti scioccati quando abbiamo scoperto che si trattava di meningite. Non si poteva far nulla per salvarla. Nessuno di noi può credere che se ne sia andata. Siamo tutti assolutamente devastati”.

La madre ha poi raccontato dell’ultima volta che ha visto la figlia viva: “Era tornata stanca a casa. Le ho detto di mettersi a letto. Erano circa le 19 quando è andata a dormire, ma poi l’ho rivista anche più tardi. Mi ha detto che sarebbe andata dal dottore se non si fosse sentita meglio e poi ci siamo salutate. Nessuno poteva sospettare nulla. Il mal di testa è abbastanza comune”.

Il mancato risveglio

Il mattino successivo, la madre decide di svegliare Jessica prima di recarsi al lavoro, ma dopo averla chiamata e non aver ricevuto risposta la donna ha subito avvertito il personale sanitario. Mentre era al telefono con i soccorritori ha tentato di praticare alla figlia un massaggio cardiaco, ma purtroppo Jessica era già morta, uccisa con molta probabilità durante la notte da una meningite di cui nessuno si sarebbe potuto accorgere: “Voglio solo dire alle persone che un semplice mal di testa può nascondere qualcosa di più serio. Noi non abbiamo pensato un solo istante di poterla perdere in quella notte. E ancora oggi non riusciamo a credere che se ne sia andata”.