Ragazza uccisa in Usa: il femminicidio diventa un caso politico

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 23 mar. (askanews) - Si infiamma il dibattito sul caso di Veronica De Nitto, la 34enne di Latina sgozzata il 15 gennaio scorso nella sua casa di San Francisco da un assassino che, per cancellare ogni traccia e depistare le indagini, tentò di appiccare un incendio nell'appartamento. Il principale sospettato è il fidanzato della vittima che però è sparito nel nulla, tanto che autorità statunitensi hanno messo una taglia su di lui. Ma è soprattutto l'immobilismo dello stato italiano e il cortocircuito comunicativo lungo l'asse Washington-Roma ad alimentare una polemica che, dall'ambito familiare, si è via via allargata fino ad investire il mondo della politica. Lo testimonia l'iniziativa di Raffaele Trano, deputato pontino eletto con il M5S e poi passato al gruppo Misto, che ieri si è rivolto al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, chiedendogli di riferire in Parlamento.

Il parlamentare si è fatto portavoce della famiglia De Nitto che, a oltre due mesi dal delitto, non è stato ancora contattato nè dalle autorità statunitensi nè dalla Farnesina. "Non ho ricevuto neanche una comunicazione dallo Stato italiano, un messaggio, un sms, niente, zero", denuncia il padre di Veronica, Luigi, in un'intervista al quotidiano Latina Oggi. Una vicenda drammatica con un risvolto "incredibile" secondo Luigi De Nitto: "Mia figlia risulta ancora viva per lo Stato italiano, perchè dagli Stati Uniti non è arrivata nessuna comunicazione. Così agli atti del Comune di Latina Veronica risulta ancora viva".