Ragazze investite, genitori Camilla: "Falsità su gioco semaforo rosso"

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"Attendiamo con fiducia l'esito delle indagini da parte della procura della Repubblica. Nel frattempo, anche noi stiamo svolgendo, compatibilmente con i nostri poteri e nei limiti consentiti, nostre indagini difensive agli esclusivi fini dell'accertamento pieno della verità. Abbiamo anche contattato uno dei periti italiani più prestigiosi nella ricostruzione scientifica degli eventi complessi e drammatici, al fine di avere, quando sarà possibile, una ricostruzione, appunto, scientifica del drammatico incidente". Così, tramite il loro legale Cesare Piraino, i genitori di Camilla Romagnoli, una delle due 16enni investite e uccise da Pietro Genovese nella notte tra sabato e domenica scorsi a Corso Francia a Roma. 

"Teniamo a dire che è falso che il gruppo degli amici di Camilla avesse l'abitudine di svolgere quel fantomatico gioco del semaforo rosso di cui qualcuno ha parlato", aggiungono i genitori della 16enne. L'avvocato Piraino dal canto suo si dice "profondamente rattristato, prima che come difensore dei signori Romagnoli, come cittadino per gli interventi in libertà di persone solo incuriosite dal fatto drammatico che ha gettato nella tragedia tre famiglie". 

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"Da ultimo - conclude il legale - voglio precisare che mai la signora Romagnoli si è espressa nei termini di cui si è letto in qualche notizia di stampa relativamente agli arresti domiciliari di Pietro Genovese; anzi, sin dal giorno dopo il drammatico incidente, la famiglia Romagnoli e in particolare la signora Romagnoli, ha tenuto a ribadire più volte che loro interesse è solo la giustizia e mai la vendetta".