Ragazze investite, mamma di una vittima: “Pietro meritava di peggio”

ragazze investite

Pietro Genovese, figlio del celebre regista, aveva un tasso alcolemico di 1,4. Inoltre, sono emerse a suo carico varie sanzioni amministrative per guida pericolosa, che gli erano costante diversi punti della patente presa da poco. Al giovane è stata riconosciuta la guida in stato di ebrezza, ma non l’alterazione dovuta all’assunzione di droga. “Aveva tracce di droghe nel sangue, che però non dimostrano che il giovane fosse alla guida sotto effetto di quelle sostanze”. A comunicarlo nel’ordinanza è il gip Bernadette Nicotra, che ha escluso l’aggravante dell’alterazione psicofisica dovuta all’uso di stupefacenti. Nella giornata di Santo Stefano, il gip della Capitale ha così disposto gli arresti domiciliari del ragazzo. La scelta è stata presa anche alla luce della velocità sostenuta con cui viaggiava il 20enne alla guida della sua Renault Koleos. Camilla e Gaia, le ragazze investite, sono morte sul colpo. Secondo il giudice, infatti, la “velocità alla quale procedeva” Genovese non era “commisurata” ai limiti di velocità. Il ragazzo, che era in auto con due suoi amici, viaggiava a circa 100 km/h (il doppio rispetto ai limiti imposti per legge).

Ora è la mamma di una delle vittime a sfogarsi per l’accaduto. In particolare, la donna attacca la famiglia Genovese e critica la scelta presa ai danni del 20enne: “Solo i domiciliari? Meritava di peggio”, ha dichiarato.

Ragazze investite, l’ira di una mamma

Durante la veglia di preghiera nella chiesa del Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù, la mamma di Camilla ha pianto tutto il tempo abbracciata all’altra figlia. Gabriella invece, la mamma di Gaia, ha cercato di trattenere le lacrime. Tuttavia, non è riuscita a trattenere il dolore, lo sconforto e la rabbia al momento della notizia: “Arresti domiciliari? Meritava qualcosa di più, ha portato via due angeli”, ha detto la donna davanti alle foto delle vittime.

Gabriella Saracino si scaglia contro Genovese: “Anche se l’hanno arrestato, resta un disperato. Comunque, almeno, è una buona notizia. La sua famiglia non ci ha neanche chiamato, ma va bene così”. Anche Marino Romagnoli, il papà di Camilla, ha commentato la scelta dei domiciliari, affermando: “Non cambia nulla. Camilla aveva ancora tanto da darmi, di lui non mi importa“.

Il viceparroco, durante la veglia di preghiera per le due vittime, ha chiesto alla Madonna di dare la forza a queste due mamme, “perché anche la Beata Vergine Maria sa cosa vuol dire perdere un figlio”. L’intero quartiere, ma anche compagni, amici, conoscenti, gente comune, si stringe attorno alla sofferenza delle famiglie, le quali sono affrante da un dolore incontenibile. “Qui ci si conosce tutti. Gaia e Camilla non erano in classe con me, ma nella succursale del De Sanctis di via Serra. Siamo poche classi e a ricreazione si sta insieme”, ha fatto sapere una ragazza. Un gruppetto di signore, finita la cerimonia, ha commentato: “È Natale e nessuno se ne è accorto. Una tragedia troppo grande da sopportare. Qui in via Flaminia, normalmente di questi tempi, non si può camminare per il traffico, il via vai dello shopping. Da domenica mattina tutto si è congelato nella disperazione più assoluta. E anche la notizia degli arresti domiciliari per quell’altro ragazzo non dà nessun conforto. Ci sono solo tre famiglie distrutte”.