Ragazzi bloccati a Dubai, un padre: "Rientro in Italia solo con tutti negativi"

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Studenti italiani Dubai papà
Studenti italiani Dubai papà

Il papà di uno dei circa 300 studenti italiani bloccati a Dubai per lo sviluppo di un focolaio Covid ha spiegato che le autorità degli Emirati Arabi hanno deciso che i giovani partiranno tutti insieme, ovvero quando l’intero gruppo sarà risultato negativo ai tamponi: “Ciò significa che anche mia figlia e i pochi che come lei non sono mai risultati positivi dovranno comunque aspettare“.

Studenti italiani a Dubai: parla un padre

Raggiunto dal Corriere della Sera, il papà di una studentessa romana che fa parte della comitiva recatasi a Dubai per un viaggio studio ha descritto la situazione come dura e pesante e si è detto preoccupato per la figlia, mai risultata positiva ma counque in isolamento in quanto contatto stretto di soggetti infetti.

I ragazzi sono isolati nel campus dove hanno trascorso la vacanza studio e dove gli addetti hanno ridistribuito le stanze per separare i positivi, ormai oltre 200, dai negativi. Tra le altre misure prese per gestire l’emergenza c’è, come spiegato da Antonio, l’allestimento di un’equipe d’assistenza composta da medici e psicologi e la partenza di una dottoressa dall’Italia entro un paio di giorni per monitorare la situazione sul posto. Accademia Britannica, organizzatrice del viaggio, si è presa l’impegno di coprire i costi se la permanenza dei ragazzi dovesse prolungarsi oltre i 15 giorni già coperti.

Studenti italiani a Dubai, parla un padre: “Situazione caotica”

Il padre ha spiegato che i giovani partiti hanno tra i 15 e i 18 anni e che la maggior parte sono minorenni. La vacanza studio iniziata il 30 giugno, ha evidenziato, si è svolta senza problemi con le lezioni al mattino e le attività al pomeriggio. Fino a quando due giorni prima del rientro, previsto per il 14 luglio, non sono emersi 11 casi positivi che il giorno dopo, alla prova del secondo tampone, sono aumentati vertiginosamente arrivando a 210.

All’inizio, ha chiarito, sembrava che solo i positivi sarebbero dovuti restare a Dubai mentre i negativi avrebbero potuto prendere il volo per l’Italia. Sua figlia infatti era stata accompagnata in aeroporto insieme ad altri compagni, ma lì sono stati bloccati. “Hanno passato un’intera giornata nello scalo senza sapere cosa sarebbe successo ma alla fine, a sera, sono stati riportati al campus per essere nuovamente sottoposti a tampone“, ha dichiarato parlando di una situazione caotica.

Studenti italiani a Dubai, parla un padre: il rientro in Italia

Ora le autorità hanno deciso che tutti i ragazzi, positivi e non, resteranno a Dubai fino a quando non saranno tutti negativi. Solo a quel punto potranno tornare tutti insieme in Italia. “Non avremmo mai immaginato che sarebbe successo questo caos. Adesso la situazione per nostra figlia è davvero dura“, ha concluso Antonio.

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