"I ragazzi del ciclostile", ecco l'antenata del Fronte della gioventù

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E' il settembre 1950 quando a Bologna i giovani missini decidono, nel corso della seconda assemblea, di fissare il nome della 'cosa' per gli studenti medi: "Giovane Italia". Sarà sotto questa denominazione mazziniana, originariamente pensata da Giorgio Pisanò, che muoverà i primi passi la comunità degli studenti che si mobilitano per le cause della destra allora, e per qualche decennio ancora, relegata ai margini della democrazia repubblicana. La storia del movimento, che poi lascerà il posto al Fronte della gioventù, è raccontata nel libro di Adalberto Baldoni e Alessandro Amorese “I ragazzi del ciclostile- La Giovane Italia, un movimento studentesco contro il sistema” (Eclettica Edizioni).

In pochi anni l’associazione si diffonde nelle scuole. Guida le manifestazioni per il ritorno di Trieste all’Italia, per la difesa dell’Alto Adige contro le ingerenze dell’Austria, per esprimere solidarietà ai popoli oppressi dal comunismo, si batte per un’Europa unita allo scopo di non farla condizionare dagli Stati Uniti o dall’Unione sovietica. Si mobilita quando si tratta di soccorrere le popolazioni colpite da calamità naturali, come nel Polesine, a Firenze e nel Belice.

E' una sorta di 'sindacato' dei giovani missini, che avrà le sue terminazioni politico-istituzionali anche in Parlamento, dove riecheggiano, su impulso della Giovane Italia, le esigenze dei giovani, denunciando l’ inadeguatezza delle strutture scolastiche, soprattutto nel Mezzogiorno, che si manifesta con evidenza per insufficienza di aule, servizi complementari, ( igienici, sanitari, sociali, sportivi), attrezzature didattiche, scarsità di insegnanti ). Per comunicare, l’Associazione usa mezzi oggi considerati artigianali, ma all'epoca essenziali per fare breccia: giornaletti d’ istituto nelle scuole e volantini, con uso massiccio del ciclostile.

La Giovane Italia, ricordano Baldoni e Amorese, non possiede certo attrezzature e i fondi a disposizione della Federazione giovanile comunista ma negli anni Cinquanta e fino a metà anni Sessanta è fra i più seguiti movimenti giovanili studenteschi. Per molti versi, sperimenta metodi di propaganda che saranno sfruttati durante la contestazione giovanile di fine anni '60.

Giuseppe Tatarella, futuro vice premier del primo governo Berlusconi e ministro detto 'dell'Armonia' fu fra i dirigenti dell’ Associazione, al cui successo non risultò estranea la scelta di rimanere sganciata dal Msi. Le posizioni divergenti sulla contestazione giovanile causeranno la frattura della destra giovanile. E nel 1971 il percorso della Giovane Italia giunge al capolinea, per lasciare il posto al Fronte della Gioventù, organismo parallelo al Msi.

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