Ragazzo picchiato a Crotone, chat shock dopo l'aggressione: "Caduto come un salame"

Ragazzo picchiato a Crotone, chat shock dopo l'aggressione:
Ragazzo picchiato a Crotone, chat shock dopo l'aggressione: "Caduto come un salame" (Foto Facebook)

Non c'è pace per la famiglia di Davide Ferrerio, il ragazzo bolognese picchiato a Crotone per uno scambio di persona e finito in coma. Una chat shock successiva all'aggressione dà una svolta alle indagini.

VIDEO - Assago il giorno dopo, incredulità e sgomento

"Ho visto la scena ed è caduto come un salame. Però che bel cazzotto". Parole sprezzanti, dettate, forse, dall'inconsapevolezza di quello che era realmente successo, ma incredibilmente dure. Soprattutto perché scritte in un messaggio - inviato la sera stessa dell'aggressione - dalla ragazza di 17 anni finita in manette insieme alla madre 41enne per concorso anomalo in tentato omicidio nell'ambito delle indagini sull'aggressione di Davide Ferrerio. Il 21enne è stato aggredito a Crotone lo scorso 11 agosto, mentre si trovava in vacanza con la famiglia. Il giovane da quel giorno è in coma ed è ricoverato all'ospedale di Bologna.

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A portare alla luce queste parole è l'ordinanza emessa dal gip di Crotone nei confronti della madre della ragazzina per la quale, invece, si è espresso il gip del Tribunale dei minorenni di Catanzaro. Ed è proprio quella frase, secondo il gip, che conferma "la sua adesione alla condotta violenta posta in essere, ma non di aver commissionato il più grave effetto connesso alla condotta violenta".

Col passare delle ore, la ragazza sembra acquisire maggiore consapevolezza delle conseguenze del gesto e, intercettata il giorno dopo nella sala d'attesa della Questura di Crotone, dice rivolta alla madre: "Io te lo avevo detto di non farlo venire", riferendosi a Nicolò Passalacqua, già in carcere. E' la frase che, secondo gli investigatori conferma come la donna sia l'istigatrice dell'aggressione da parte di Passalacqua. Una donna capace di "ammaliare terzi e piegarli al suo volere". Lo dice il gip di Crotone evidenziandone la pericolosità e la scaltrezza.

Lo confermerebbero le parole dello stesso Passalacqua, che intercettato in carcere avrebbe detto ai parenti: "E' come se mi avesse fatto il lavaggio del cervello la madre. Io stavo partendo, il 17 dovevo partire. Me la sentivo che finiva così. Io l'ho detto: ho un brutto presentimento, con questa ragazza va a finire che mi arrestano. E mi hanno arrestato. Zio mi ha detto: non sentire mai la madre, quella ha fatto arrestare il marito, ti porta sulla cattiva strada. Quella sera ho dato retta alla madre".

Il ragazzo poi, parlando di Davide, ripete: "Speriamo che si sveglia". Secondo il gip il giovane bolognese è finito in "un vortice della follia", nel quale una serie di coincidenze si sono susseguite e lo hanno reso vittima di un'aggressione efferata e brutale.

La vicenda

Tutto ha origine da un scambio via social che la minorenne intraprende con un uomo di 31 anni di un paese della provincia di Crotone, invaghitosi di lei. Per approcciarla aveva utilizzato un falso account Instagram, usando il nome del suo ex fidanzato. Una coincidenza dirà il 31enne alla Polizia.

La mamma suggerisce alla figlia di dare un appuntamento all'uomo per capire di chi si trattasse, ma con il chiaro intento di volerlo anche picchiare. Per questo, secondo l'accusa, convince Passalacqua, che sapeva essere invaghito della figlia, a partecipare a quell'appuntamento per dimostrarle il suo amore. Una partecipazione che, invece, pare non fosse desiderata dalla minorenne e da una sua amica, che temevano proprio per la gelosia di Passalacqua.

Il gip parla poi del "nefasto messaggio che ha dato il via alla brutale aggressione". E' quello che manda il 31enne la sera dell'aggressione. L'uomo arriva all'appuntamento e viene a contatto con il gruppo nel quale ci sono le due donne e Passalacqua. La mamma della 17enne gli si avvicina in modo minaccioso, chiedendogli se fosse lui quello che chattava con la figlia. Il 31enne nega, inventa una scusa, si allontana e poi manda il messaggio "ho una camicia bianca", che per pura coincidenza era indossata da Davide. Un gesto che il gip ha definito di "un'untuosa viltà", ma non penalmente perseguibile perché l'evento tragico non era prevedibile. Secondo gli inquirenti, inoltre, il 31enne non ha visto né indicato volutamente Davide.

Così, poco dopo, è avvenuto scambio di persona e l'aggressione. "Gli ho dato un pugno con una ginocchiata", dirà Passalacqua che per colpire avrebbe usato un tirapugni ritrovato dalla polizia.