Ragazzo ucciso a Napoli, il padre: “Niente fiori, donate all’ospedale”

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A pochi giorni dalla morte del 15enne Ugo Russo, il ragazzo rimasto ucciso a Napoli mentre tentava di rapinare un carabiniere in borghese nella notte tra il 29 febbraio e il 1° marzo, arrivano le parole del padre Vincenzo Russo, che ai microfoni dei giornalisti esorta chi volesse partecipare al funerale del giovane a non inviare fiori ma a fare una donazione per l’ospedale Vecchio Pellegrini. A seguito della morte del 15enne nel pronto soccorso del nosocomio infatti, decine di parenti e amici avevano deciso di devastarne i locali causandone l’interruzione del pubblico servizio.

Ragazzo ucciso a Napoli: “Donate all’ospedale”

Il padre del ragazzo ha inoltre negato la ricostruzione secondo la quale il giovane Ugo Russo avrebbe commesso un’altra rapina prima di aggredire il carabiniere con una pistola poi rivelatasi finta. Secondo l’uomo infatti la collanina ritrovatagli nelle tasche non sarebbe una refurtiva ma apparterrebbe al ragazzo e ci sarebbero diverse fotografie a dimostrarlo.

Vincenzo Russo ha poi commentato la decisione della Procura di Napoli di modificare l’accusa al carabiniere 23enne da eccesso di legittima difesa a omicidio volontario, affermando: “Non è una vittoria per noi non è una vittoria per nessuno. La vittoria per me sarebbe stata riavere mio figlio a casa”. Per quanto riguarda invece il complice 17enne di Ugo Russo, il gip ha confermato il fermo disponendo la misura del collocamento in comunità.

Le parole dell’avvocato del carabiniere

Sulla vicenda si è espresso anche Enrico Capone, avvocato del carabiniere coinvolto, che sostiene come il comportamento tenuto dal suo assistito sia stato conforme ai regolamenti: “Il mio assistito è molto dispiaciuto di quello che è successo. La magistratura sta facendo il suo corso. Noi siamo fiduciosi e sereni che venga accertata quella che è la verità: un comportamento professionalmente impeccabile”.