Ragazzo ucciso a Napoli, la confessione: “Volevamo soldi per la discoteca”

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Il complice del ragazzo di 15 anni ucciso da un carabiniere a Napoli ha rivelato quanto accaduto: la confessione è giunta nella mattinata di martedì 3 marzo. Ugo Russo aveva bisogno di soldi “per andare a ballare”: questo è quanto riferito dall’amico. I due avevano immaginato quindi di trascorrere il sabato sera in discoteca, ma dopo aver recuperato i soldi per entrare. Avevano così individuato la Mercedes e l’avevano seguita fino in via Generale Orsini, dove si è verificata la tragedia.

Ragazzo ucciso a Napoli: confessione

L’amico di Ugo, un ragazzo di nemmeno 17 anni complice della tentata rapina che ha ucciso il 15enne, ha confessato quanto accaduto nella notte di sabato 29 febbraio. Da quanto si apprende, infatti, i due ragazzi avevano bisogno di soldi per andare in discoteca e così avrebbero deciso di rapinare a mano armare un militare. Una volta raggiunta la Mercedes, infatti, Ugo sarebbe sceso dalla sua moto con il volto coperto dallo scaldacollo e dal casco. Utilizzando una finta “Beretta” avrebbe puntato la pistola al carabiniere. Poi, però, il colpo è finito in tragedia. Il militare si trovava in auto con la fidanzata e dinanzi alle minacce con la pistola ha freddato Ugo. Ora, il militare di 23 anni in servizio a Bologna è indagato per omicidio volontario. Era entrato in servizio a novembre e quei tre colpi esplosi erano i primi al di fuori delle esercitazioni.

Il complice, un ragazzo che ancora non ha compiuto 17 anni, non ha un’occupazione: non va a scuola, non coltiva una passione, né svolge un lavoro. Comparso davanti al giudice ha confessato quanto accaduto quella sera.

Il legale del carabiniere

“Al momento è prematuro azzardare qualsiasi ipotesi o dichiarazione sul reato di cui dovrà rispondere il mio assistito – ha rivelato Enrico Capone, il legale del militare di 23 anni -. C’è un’indagine in corso e non c’è ancora nulla. È ancora tutto da accertare “. Inoltre, l’avvocato ha voluto precisare: “Siamo dispiaciuti per la morte del ragazzo, così anche la famiglia del carabiniere è sotto choc per quanto avvenuto. Ma siamo assolutamente tranquilli e soprattutto fiduciosi nell’operato della magistratura”.