Ragazzo ucciso a Napoli, la nonna: “Voleva fare il pizzaiolo a Londra”

sparatoria napoli versione del carabiniere

Non si dà pace la famiglia di Ugo Russo, il ragazzo ucciso a Napoli da due spari nella notte tra sabato 29 febbraio e domenica 1 marzo 2020. Ai microfoni dei cronisti il padre, irato, ha parlato dell’agente in borghese che ha esploso i colpi come di un criminale.

VIDEO - Cerciello, il video dell'interrogatorio a Hjorth: "Maschio come ti chiami?" 

La nonna: “Era un bravo ragazzo”

A definirlo un bravo ragazzo è stato anche la nonna Patrizia, che ha ricordato tutte le volte in cui “dormiva qui da me”, su un divano-letto nel suo appartamento. “Era iscritto al primo anno dell’ Istituto Serra, ma non frequentava molto – continua la donna -. Voleva lavorare, ed aveva fatto prima il fruttivendolo e poi, fino a un mese fa, il muratore. Ora invece voleva andarsene a Londra a fare il pizzaiolo, perché qui non c’è lavoro. Il Carabiniere non doveva spararargli ancora. Adesso vogliamo giustizia“.

Non si drogava, era contrario” aggiunge la zia Raffaella. “Ma è stato tirato in un brutto giro, non era un delinquente”.

Parla la famiglia del ragazzo ucciso a Napoli

Che parenti ed amici del giovane avevano malamente reagito alla notizia era già risultato chiaro nella mattinata di domenica quando, recatisi presso l’ospedale in cui Ugo è deceduto, avevano devastato il Pronto Soccorso. Danni a computer, macchinari, barelle e presidi medici che hanno reso necessario l’intervento della Polizia di Stato e la chiusura temporanea.

Successivamente il padre Vincenzo si è sfogato con chi gli chiedeva un commento alla vicenda. “Voglio giustizia per mio figlio. Lavorava, era un bravo ragazzo. E me lo hanno ammazzato. Qualunque cosa stesse facendo, non vale una vita umana“, ha raccontato. Dopo aver visto il corpo senza vita del figlio in obitorio, ha spiegato che aveva un colpo al petto e un altro dietro la nuca. Questo gli ha fatto dedurre che il Carabiniere gli abbia sparato alle spalle mentre Ugo stava scappando, motivo per cui secondo lui aveva intenzione di ucciderlo. Queste le sue parole: “Quello non è un carabiniere, ma un criminale, perché ha voluto ammazzare mio figlio“.

A suo parere l’uomo gli avrebbe sparato al petto e, una volta che suo figlio si è alzato per scappare lo avrebbe nuovamente colpito alla testa mentre stava fuggendo. “Io non so se mio figlio stava rapinando quell’uomo. Ma questo vuol dire che chi fa una rapina può essere ucciso da un carabiniere?“, si è chiesto indignato. Se suo figlio stava scappando, il carabiniere avrebbe secondo lui dovuto sparargli alle gambe se lo voleva arrestare.