Raggi da Casapound, via la scritta

webinfo@adnkronos.com
La sindaca di Roma, Virginia Raggi, è arrivata davanti alla sede di CasaPound, per consegnare il verbale per la rimozione della scritta che campeggia sulla facciata del palazzo in via Napoleone III. Raggi è accompagnata da agenti della Polizia di Roma Capitale.  "Scritta e striscione sono completamente illegali - afferma Raggi in un video postato sulla sua pagina Facebook - quindi oggi iniziamo con le notifiche per contestare queste violazioni. Chiaramente questo comporterà una diffida a loro per rimuovere scritta e striscione, se non ottempereranno spontaneamente si procederà in modo coatto". "Un sindaco incompetente, in totale balia degli eventi, che crede di spostare goffamente l’attenzione del popolo romano che ben conosce la sua colpevole e inadeguata amministrazione. Il suo operato non svanisce venendo a fare queste passerelle all’Esquilino. Gli italiani qui rimasti sanno bene da che parte stare e difenderanno Casapound da ogni tentativo di prevaricazione culturale, sociale e politica". Così, all'Adnkronos, Gianluca Iannone presidente di Casapound Italia. "L'insegna non si toglie - continua - che giochino pure a perdere tempo, noi non ci muoviamo da qui". "Questa cosa dell'insegna è abbastanza ridicola, il Comune non si rende conto che l'immobile in via Napoleone III, così come le altre emergenze abitative su Roma, non si possono sgomberare senza prima risolvere il problema della casa. Virginia Raggi continua la sua campagna elettorale parlando di una scritta, senza sapere quali siano i problemi reali della città". Così all'Adnkronos Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound Italia. "E' un atto amministrativo - continua - come se i vigili fossero venuti a notificare a un bar un'ordinanza per togliere i tavolini sui marciapiedi; sono lungaggini burocratiche. Se toglieremo la scritta? La toglie il Comune, se deve, non noi. C'è una multa da pagare, non so se sana l'illecito come avviene nel caso di tanti negozi. Vediamo cosa ci dicono gli avvocati, ma stiamo parlando del nulla. Se il comandante Antonio Di Maggio, braccio armato della Polizia Locale, si arrampicherà per togliere l'insegna, noi dalle finestre gli metteremo la colonna sonora di Fantozzi".

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, è arrivata davanti alla sede di CasaPound, per consegnare il verbale per la rimozione della scritta che campeggia sulla facciata del palazzo in via Napoleone III. Raggi è accompagnata da agenti della Polizia di Roma Capitale.  

"Scritta e striscione sono completamente illegali - afferma Raggi in un video postato sulla sua pagina Facebook - quindi oggi iniziamo con le notifiche per contestare queste violazioni. Chiaramente questo comporterà una diffida a loro per rimuovere scritta e striscione, se non ottempereranno spontaneamente si procederà in modo coatto". 

"Questa cosa dell'insegna è abbastanza ridicola, il Comune non si rende conto che l'immobile in via Napoleone III, così come le altre emergenze abitative su Roma, non si possono sgomberare senza prima risolvere il problema della casa. Virginia Raggi continua la sua campagna elettorale parlando di una scritta, senza sapere quali siano i problemi reali della città". Così all'Adnkronos Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound Italia. "E' un atto amministrativo - continua - come se i vigili fossero venuti a notificare a un bar un'ordinanza per togliere i tavolini sui marciapiedi; sono lungaggini burocratiche. Se toglieremo la scritta? La toglie il Comune, se deve, non noi. C'è una multa da pagare, non so se sana l'illecito come avviene nel caso di tanti negozi. Vediamo cosa ci dicono gli avvocati, ma stiamo parlando del nulla. Se il comandante Antonio Di Maggio, braccio armato della Polizia Locale, si arrampicherà per togliere l'insegna, noi dalle finestre gli metteremo la colonna sonora di Fantozzi".