Raggi: stereotipi su Roma duri a morire, dobbiamo volerle bene

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Roma, 27 nov. (askanews) - "Nel momento in cui si chiede che in quest'Aula siano presenti le massime autorità dello Stato, si dovrebbe avere la dignità di rimanerci, perché vedo che tante persone che hanno parlato e ora sono andate via". E' l'attacco della sindaca di Roma Virginia raggi, nella sua replica nel corso del Consiglio straordinario sui poteri speciali della Capitale. "Se fino a oggi nessun sindaco, parlamentare, o altra carica ha mai preso in mano questa materia - ha continuato Raggi - non l'ha fatto perché una Capitale forte e seria fa paura se vi si concentra il potere politico ma anche economico. D'altro canto Roma è stata la prima a minare il suo stesso nome - ha aggiunto la sindaca -. Quando si va all'estero a rappresentare la città, gli stereotipi sono duri a morire nonostante gli sforzi: siamo stati noi gli artefici di tutte le nostre pecche. Penso che dobbiamo iniziare noi per primi a volere bene alla nostra città, a parlarne bene perché ci sono passi avanti che abbiamo fatto insieme". "Noi stiamo restituendo credibilità alla città anche con atti che non hanno visibilità - ha aggiunto Raggi -. Ma quando lo faremo, allora sarà più semplice invitare il presidente Mattarella, i presidenti di Camera e Senato, i parlamentari, e dire loro 'guardate che siamo stati in grado di fare anche senza poteri speciali', tutti insieme. Fatta Roma, come diceva Vittorio D'Azeglio, dobbiamo fare i romani".