Rai, Agcom apre istruttoria

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L'Agcom ha avviato un'istruttoria nei confronti di Rai per possibile inadempimento degli obblighi di pluralismo ed ha inviato una lettera di richiamo nei confronti di Rete 4.  

Oggi il Consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, relatore Mario Morcellini, si legge in una nota, ha adottato "all'unanimità una serie di decisioni relative alla vigilanza sul rispetto del pluralismo radiotelevisivo. L'Autorità ha innanzitutto avviato un procedimento nei confronti di Rai ai sensi dell'art. 48 comma 2 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar), ravvisando possibili violazioni in relazione ai 'canoni di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività, imparzialità, indipendenza e apertura alle diverse formazioni politiche e sociali' nonché alla necessità di 'assicurare un contraddittorio adeguato, effettivo e leale' che devono improntare l'offerta informativa della Rai 'al fine di soddisfare il diritto del cittadino a una corretta informazione e alla formazione di una propria opinione'".  

"Al riguardo - si precisa - l'Autorità ha ricondotto al suddetto procedimento anche le contestazioni precedentemente avanzate nei confronti della Concessionaria del servizio pubblico in relazione a servizi di Tg ed extra-Tg", vale a dire servizi contenuti nei Tg o in altri contenitori di approfondimento. "Ai sensi del comma 7 dell'art. 48 Tusmar, laddove a seguito del procedimento venisse accertata la gravità delle condotte contestate, l'Autorità potrebbe applicare una sanzione pecuniaria che può arrivare sino al 3% del fatturato realizzato nell'ultimo anno", come dire che se, dopo le interlocuzioni che avranno luogo fra Rai (che ora dovrà fare le sue controdeduzioni) e Agcom, l'Autorità dovesse accertare l'esistenza di violazioni, solo allora scatteranno le sanzioni.  

L'Autorità, inoltre, ha inviato "una lettera di richiamo all'emittente Rete 4 in relazione alla trasmissione 'Fuori dal coro', segnalando - ai sensi dell'art.7 comma 2 lettera a) del Tusmar - la necessità di garantire 'la presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, in modo da favorire la libera formazione delle opinioni'; l'Autorità ha altresì richiamato l'emittente - ai sensi del combinato disposto degli art. 32 comma 5 del Tusmar e 4 del Regolamento di contrasto all'Hatespeech - alla necessità di evitare che rappresentazioni stereotipate e generalizzazioni possano generare effetti discriminatori nei confronti di minoranze e gruppi di persone". La palla ora passa ai nuovi commissari, considerato che il mandato degli attuali componenti dell'Autorità scade dopodomani quando inizierà la prorogatio che dovrebbe durare al massimo due mesi. 

"L'apertura di un'istruttoria da parte dell'Agcom sul pluralismo in Rai è una cosa molto preoccupante, anche perché sembra riguardare l'intera programmazione dell'Azienda e non colpisce un singolo segmento o un singolo programma o Tg". La pensa così la consigliera Rai Rita Borioni che all'Adnkronos evidenzia: "I precedenti richiami certo non facevano presupporre una conduzione equilibrata dell'informazione Rai e d'altro canto, ma è un parere assolutamente personale, basta guardare certe trasmissioni per comprendere che l'equidistanza non sembra essere il primo dei principi seguiti in Azienda. Il criterio di separare i fatti dalle opinioni dovrebbe invece guidare chi si occupa di informazione tanto più in un'Azienda di Servizio Pubblico". "Se poi dovessero scattare delle sanzioni, considerato che possono arrivare fino al 3% del fatturato realizzato nell'ultimo anno - rimarca la Borioni - sarebbe un colpo durissimo per gli equilibri finanziari della Rai".