Rai, Anzaldi (Iv): azienda seria darebbe a Rula Jebreal una trasmissione

Pol/Luc

Roma, 8 gen. (askanews) - "Se oggi in Rai c'è chi prova a censurare Rula Jebreal semplicemente per le sue opinioni personali, significa che a dettare legge è ancora la Bestia di Salvini e non il rispetto del pluralismo e della libertà di opinione. E i festeggiamenti perché ora alla giornalista verrà consentito di fare la 'primadonna' per una sera al Festival sono doppiamente fuori luogo. Se questa fosse una Rai seria, davvero attenta a proporre contenuti di livello e non prodotti di propaganda sovranista, allora dovrebbe cogliere l'occasione della disponibilità della Jebreal e proporle un programma, una striscia, una trasmissione dove possa fare davvero il suo lavoro di giornalista, non semplicemente un'ospitata a Sanremo". E' quanto scrive il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un intervento pubblicato su "Il Riformista".

"Una cronista con la sua professionalità, con la sua conoscenza - prosegue Anzaldi - del mondo arabo e della politica internazionale, in un momento così delicato a livello mondiale perché non conduce una striscia o non fa l'editorialista al posto del boscaiolo Mauro Corona? Questo dovrebbe fare un servizio pubblico di qualità. Il caso che ha riguardato Rula Jebreal, il tentativo di censura preventiva sulla sua partecipazione, peraltro una sola sera, al Festival di Sanremo, è solo la punta dell'iceberg di questa Rai ancora in mano agli equilibri del vecchio governo Lega-M5s. Ai partiti della maggioranza, a Pd e M5s che in quattro mesi non hanno fatto nulla, rivolgo un appello: diano subito soluzione al problema Rai, altrimenti ci risparmino tweet e dichiarazioni ipocrite. Anche sulla Rai vale quello che ha detto Pisapia su temi come la prescrizione e i decreti sicurezza: finora non c'è stata alcuna discontinuità con il Conte 1, si va avanti sulla rotta indicata dal vecchio governo. Perché M5s e Pd non pongono la questione in Consiglio dei ministri e in Vigilanza? Il ministro Patuanelli invece di fare tweet chiami il suo leader Di Maio, chiami il suo capogruppo in Vigilanza. Ad amministrare la Rai c'è il manager scelto dal partito di Beppe Grillo".

"Tutti i problemi attuali della Rai - sostiene ancora il segretario della Vigilanza - nascono dall'abuso della nomina di Foa, imposta da Salvini in violazione delle regole. La seconda votazione in Vigilanza non doveva essere autorizzata, come avevano sostenuto i pareri giuridici forniti dai costituzionalisti coinvolti dalla commissione, ma furono calpestati i regolamenti parlamentari con l'inciucio di Lega, M5s, Forza Italia, Fdi. Una forzatura che andava bloccata preventivamente, non con un ricorso postumo al Tar a forte rischio rigetto, come è accaduto. Ora la soluzione passa da lì: occorre che il Tesoro revochi subito la nomina di Foa in Cda. Può farlo senza ulteriori passaggi. Perché il Pd non porta avanti la richiesta di accesso agli atti alle schede su Foa, avanzata un anno fa dai capigruppo Delrio e Marcucci per il sospetto che alcune schede fossero state segnate? Perché la maggioranza non fa nulla? Finché la Rai non avrà un vero presidente di garanzia, come prevede la legge, il pluralismo continuerà ad essere fatto a pezzi dall'imbarazzante onnipresenza di Salvini, che anche all'opposizione resta incredibilmente il leader più presente in Rai. Per non parlare dei veri e propri trombettieri del salvinismo, come il Tg2".