Rai, Anzaldi (Iv): Gualtieri chieda accesso atti per revoca Foa -2-

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Roma, 28 feb. (askanews) - "Il caso Foa - osserva - nasce addirittura prima della sua nomina, quando l'allora maggioranza Lega-M5s decise di rompere le procedure regolamentari del Parlamento, obbligando la commissione di Vigilanza a votare per la seconda volta Foa, dopo che era già stato bocciato. In quella seconda votazione la nomina di Foa passò per un solo voto, sebbene poi si sia scoperto, in base alle dichiarazioni di chi era presente al momento del voto, che ben 2 schede sarebbero state segnate. Se davvero alcune schede fossero state rese riconoscibili, la votazione andrebbe annullata".

"Il Pd, con un'istanza ufficiale dei capigruppo Delrio e Marcucci, ha chiesto l'accesso agli atti alle schede, per poter verificare la legittimità della votazione, ma quell'accesso agli atti fino ad oggi - spiega Anzaldi - è sempre stato negato. Siamo al paradosso che i parlamentari, addirittura due capigruppo, non possano visionare degli atti parlamentari, che vengono conservati negli archivi parlamentari proprio per poter essere eventualmente visionati in seguito. Qualora si verificasse che alcune schede sono state segnate, si dovrebbe immediatamente procedere all'invalidazione di quella votazione e alla sua ripetizione. Se Foa oggi non avesse più la maggioranza dei due terzi della commissione, come previsto dalla Legge, dovrebbe dimettersi. Altrimenti potrebbe essere immediatamente revocato per giusta causa dal ministero del Tesoro, che lo ha nominato".

"Con la revoca di Foa, il giornalista che prima di diventare presidente Rai si era distinto addirittura per gli insulti al presidente della Repubblica Mattarella (che non a caso non lo ha mai ricevuto al Quirinale), si potrebbe finalmente dare alla Rai un vero presidente di garanzia, come vuole la Legge. Con una vera presidenza di garanzia, cambierebbero anche gli equilibri all'interno del Cda, che oggi vede una strana maggioranza che si appoggia sul consigliere in quota Fratelli d'Italia. Le ripetute violazioni del pluralismo, la multa dell'Agcom, i continui episodi di mancato rispetto di un'informazione corretta, l'email del finto ministro Tria sulla quale sta indagando la Procura di Roma, ora il caso Prix Italia: sono la dimostrazione che la Rai richiede un intervento davvero urgente e risolutivo", conclude.