Rai, Anzaldi (Iv): nei tg problemi di pluralismo e giornalismo

Pol-Afe

Roma, 7 ott. (askanews) - "Nei telegiornali Rai non c'è solo un problema di pluralismo, come dimostrano i numeri dell'Osservatorio di Pavia che presentano un vero e proprio oscuramento di 'Italia Viva', ma emerge con forza anche una questione giornalismo. Nelle edizioni di prima serata di ieri, Tg3 (ore 19) e Tg1 (ore 20) hanno aperto con le dichiarazioni del leader M5s Luigi Di Maio: 'Basta annunci, facciamo poi parliamo'. Una dichiarazione politica di cui oggi non c'è traccia non soltanto nelle prime pagine dei giornali, ma neanche nei titoli all'interno". Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

"L'unico oggi a dare spazio alla posizione di Di Maio - prosegue Anzaldi - è 'Il Fatto quotidiano', che però propone una vera e propria intervista al ministro. Come è possibile che quella che i telegiornali del servizio pubblico giudicano la notizia più importante del giorno, tanto da farne l'apertura, venga poi giudicata di secondo o terzo piano dai quotidiani? Sbagliano i direttori dei tg o sbagliano quelli della carta stampata? Difficile pensare che i quotidiani, che stanno sul mercato e la cui sopravvivenza dipende dalle vendite in edicola e online, dedichino la prima pagina a quelle che non giudicano vere notizie. Per buona parte dei quotidiani di carta stampata la notizia del giorno è stata la dichiarazione di Matteo Renzi, che ha chiesto al premier Conte di riferire al Copasir sul Russiagate e di dare ad un esperto del settore la delega ai servizi segreti. Una dichiarazione pronunciata proprio in una trasmissione Rai, derubricata però da Tg1 e Tg3 nei pastoni politici, addirittura senza dare voce a Renzi (al Tg1). Su episodi come questo sarebbe opportuno che si pronunciassero l'Ordine dei giornalisti, i sindacati dei cronisti, l'Agcom".