Rai, Anzaldi (Pd): Vigilanza si occupi di caso Arrigoni

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Roma, 17 ago. (askanews) - "La commissione di Vigilanza si occupi del caso Arrigoni. E' inaccettabile che la Rai servizio pubblico che ha centinaia di giornalisti parlamentari, una testata dedicata 'Rai Parlamento', una speciale struttura 'Rai Quirinale', affidi il racconto di una fase politica delicata per il Parlamento come una crisi di governo, in una delle trasmissioni più seguite della prima rete del servizio pubblico, a una giornalista esterna, Simona Arrigoni, senza nessuna esperienza parlamentare, nessuna esperienza in testate nazionali, nota alle cronache per essere la testimone alle nozze del deputato della Lega Marzio Liuni, segretario dell'ufficio di presidenza della Camera". Lo scrive su Facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi.

"La Arrigoni, spuntata dal nulla - prosegue - nei palinsesti estivi di Rai1, è già stata promossa dalla direttrice Teresa De Santis addirittura alla conduzione di uno spazio ad hoc all'interno de 'La Vita in diretta'. L'Usigrai, il Cda, la Fnsi non hanno nulla da dire? L'amministratore delegato Salini deve dare spiegazioni, è lui il responsabile di un impiego del genere dei soldi degli italiani: a che serve spedire lettere ai direttori di rete dicendo di valorizzare gli interni, se poi si verificano casi del genere, che umiliano innanzitutto le tante professionalità interne dell'azienda? Basta vedere cosa è andato in onda il 14 agosto, quando la Arrigoni illustrava le varie ipotesi della crisi: con le elezioni subito, 'il 15 novembre potrebbe nascere un nuovo governo abile a lavorare alla Manovra' (ipotesi cara a Salvini ma tutta da verificare e senza alcun fondamento reale), invece con un eventuale governo senza Lega ma con M5s-Pd-Leu ci sarebbe 'un asse della poltrona, come carica Salvini'. Ecco TeleSalvini, ma pagano tutti gli italiani. Ecco perché è urgente far entrare in vigore la Par condicio e ricondurre subito le trasmissioni di palinsesto sotto la diretta responsabilità dei direttori dei tg", conclude.