Rai: Buffagni, 'ingessata e non flessibile, sfida è manageriale'

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Roma, 3 mag. (Adnkronos) – "So che questo post farà arrabbiare qualcuno, ma la libertà val bene qualche insulto. Ho letto e sentito contributi utili ed interessanti. Sono state dette però anche tante assurdità: di “vergini” e poeti però in questi tre anni a Roma (e credo anche in quelli prima che diventassi parlamentare) in Rai ne ho visti davvero pochi… né tra la politica, né tantomeno tra i saggi commentatori. Si può discutere su mille ipotesi di revisione di governance della Rai, di bloccare le nomine politiche, di rendere indipendente la TV di stato ecc. Sono argomenti importanti e determinanti, ma che restano inutili se non si affronta il vero nodo strutturale. La sfida per la RAI è prima di tutto industriale e manageriale. Il Servizio pubblico deve rimanere pubblico, ma deve soprattutto riformarsi anche operativamente, aprendo ad una gestione con logiche privatistiche per poter stare sul mercato e competere con i player italiani ed internazionali del settore ed investite nel digitale e l’innovazione". Lo scrive su Facebook il deputato M5S, Stefano Buffagni.

"Ad oggi – per l'esponente pentastellato – la Rai sconta una costante sfida dove parte zoppa per via delle logiche pubblicistiche dell’azienda che la rendono non flessibile e ipercostosa con eccessive esternalizzazioni. Il canone non può essere un alibi per non riformare strutturalmente la prima azienda culturale del Paese: La Rai è ricca di talenti, di personale di qualità e professionalità di primissimo ordine; è però altresì ingessata da dirigenti politicizzati e tantissime rendite di posizioni che vanno messe in discussione se non si vuole continuare ad assistere ad un gioco gattopardesco con ciclici “rendez-vous” di annunci con cui, a parole, si sostiene di voler liberare la Rai dai partiti".