Rai, F. Boccia: pluralismo e territori priorità assoluta

Red/rus

Roma, 25 nov. (askanews) - "Il lavoro dei giornalisti Rai ha sempre avuto il mio massimo rispetto. Le mie critiche non sono mai state rivolte a loro e al loro impagabile lavoro ma alle strategie aziendali. E per questo motivo rivendico il diritto di mettere in evidenza le contraddizioni delle strategie aziendali rispetto alle finalità del canone e del servizio pubblico. Il lavoro straordinario fatto da molti editori locali nel raccontare h24 i momenti più drammatici delle alluvioni a Venezia, così come nel Salento, merita un riconoscimento pubblico e una riflessione seria sul sostegno al loro lavoro di cronaca, quando diventa servizio pubblico, anche attraverso il completamento della riforma del canone". Così il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, in diretta a Studio24 su Rainews.

"Quelle cronache in diretta e senza sosta sono state fatte sui rispettivi territori da aziende che fanno grande fatica ad andare avanti, con ragazze e ragazzi straordinari. L'Usigrai non si sforzi di spiegarmi come funziona l'extra gettito connesso al canone, avendo personalmente contribuito in Parlamento a costruire quel meccanismo che doveva essere solo un ponte verso un impegno strutturale. Anche perché - aggiunge Boccia - in passato le tv locali ottenevano più risorse di quelle attuali. L'extra gettito ha solo garantito una quota fissa minima, non la soluzione del problema. Così come non possono essere considerate soluzioni definitive le richieste continue di ammortizzatori sociali. Ci sono decine di migliaia di giornalisti precari in Italia e centinaia di aziende editoriali anche della carta stampata che raccontano le storie delle nostre terre fatte da oltre ottomila campanili e venti regioni e meritano la nostra massima attenzione. Da Roma è facile pontificare, sui territori si toccano con mano i problemi reali e si fanno i conti senza la protezione del canone con un mercato selvaggio imbarbarito dalla raccolta della pubblicità delle multinazionali del web. Nel tempo della società digitale e con la quota di mercato della pubblicità sempre più nelle mani delle over the top, se la Rai con le sue strategie incomprensibili continua a far concorrenza ai piccoli nella raccolta pubblicitaria e a non essere all'altezza del servizio pubblico, il problema non si risolve con un comunicato; ho rispetto dell'Usigrai e del lavoro straordinario dei giornalisti Rai, da me mai messi in discussione. Stiamo provando a mettere l'intero mondo dell'editoria italiana di fronte a un bivio: il pluralismo, dalla scala territoriale a quella nazionale, è un valore? O lo tuteliamo con regole nuove e garantendo il lavoro di tutti o si preferisce continuare a fingere che tutto cambierà, così come è avvenuto negli ultimi due decenni? Proteggerò sempre la funzione straordinaria di tutti i giornalisti e degli aspiranti, non solo quelli Rai; peraltro, voglio ribadirlo, mai criticati da me. Ma la politica ha il dovere di occuparsi delle speranze di decine e decine di migliaia di giovani che aspirano a fare uno dei mestieri più nobili del mondo garantendo al nostro Paese, al tempo della società digitale, il massimo del pluralismo sui territori".