Rai: la politica riapre il dibattito per riformarla e restarne fuori/Adnkronos

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(di Veronica Marino)  

La politica riapre il dibattito per riformare la Rai e restarne fuori. Quasi una contraddizione in termini, ma il promotore del convegno, 'Una nuova Rai è possibile. Riforma della governance per un'azienda indipendente', è un senatore del Movimento Cinque Stelle, Primo Di Nicola, che ha fatto per gran parte della vita il giornalista ed evidentemente non ha perso 'il vizio'. Senza contare che il momento, come lui stesso osserva, è propizio perché al governo ci sono le due forze politiche, Pd e Movimento Cinque Stelle, che negli anni hanno scritto e presentato proposte di legge per riformare la governance del Servizio Pubblico e tutelarla dalle ingerenze della politica. Proposte che giacciono in Parlamento da un po' di tempo e che hanno bisogno di una 'spolverata', oltre che di una sintesi, per uscire dalle scartoffie e coagularsi in un'unica proposta coerente, con le gambe per correre fuori dal palazzo. Il riferimento è alle proposte di legge di Tana De Zulueta, Paolo Gentiloni, Roberto Fico.  

Proprio con questo intento concreto Primo Di Nicola ha invitato oggi nella Sala Zuccari del Senato esponenti del mondo politico, giornalistico e istituzionale per ascoltare gli interventi dell'ex sottosegretario al Mise Antonello Giacomelli (Pd), del presidente della Commissione di Vigilanza Rai Alberto Barachini (Fi), del segretario dell'Usigrai Vittorio Di Trapani e, dulcis in fundo, dell'amministratore delegato dell'Azienda da riformare. Ascoltare, e interrogare naturalmente, perché di questo si è trattato, di un dibattito. E una certa aria di libertà si è è potuta respirare, così come la sensazione che davvero la politica voglia mettersi in gioco per provare a creare l'antidoto alle sue stesse ingerenze nel Servizio Pubblico. 

Il primo a intervenire, dopo le introduzioni del giornalista Giovanni Valentini e del 'padrone di casa' Primo Di Nicola, è stato il presidente Barachini che ha subito chiarito: "Le regole sono importanti, non c'è dubbio, anzi sono necessarie, ma perché il sistema funzioni sono molto più importanti gli uomini e le loro buone intenzioni", come dire che una riforma della governance non può da sola tenere la politica fuori dalla Rai. Ciò detto, Barachini ha comunque dato la sua disponibilità a un lavoro comune. La stessa cosa ha fatto l'ex sottosegretario al Mise Antonello Giacomelli, figura chiave nel processo di nascita dell'ultima riforma della Rai. 

Giacomelli, infatti, ha difeso la riforma realizzata dal governo Renzi spiegandone gli intenti. Ha fatto notare come l'ingerenza della politica prescinda dai maggiori poteri assegnati da tale riforma al capo azienda. E poi ha dichiarato: "Sono disponibile a imboccare il cammino che porti ad immaginare una nuova governance per la Rai, ma voglio far presente che la strada non è priva di problemi. Se la strada fosse quella di una fondazione (cui affidare la scelta delle strategie e dei vertici operativi della Rai, chi la nomina? Chi stabilisce coloro i quali devono farne parte? Cosa vuol dire 'mondo culturale' o mondo scientifico? E gli enti locali? Dentro o fuori?". Tutte domande che mostrano quanto il cammino sia in salita, ma che non tolgono di mezzo la possibilità che una nuova riforma cominci a diventare davvero motivo di confronto fuori e dentro la Rai. 

E dentro c'è anche il sindacato dei giornalisti Rai, il cui segretario Vittorio Di Trapani ha più volte espresso la volontà e l'esigenza di una riforma della Rai e che ora attende al varco la politica: "Per riformare la Rai prendiamo la sentenza della Corte Costituzionale 225/1974 nella quale si afferma che la Rai non può essere controllata dal governo di turno né direttamente né indirettamente. Testi importanti da cui ripartire per riformare l'Azienda di Servizio Pubblico esistono e, messi insieme, possono essere punti di riferimento", dice il sindacalista citando le proposte di legge di Tana De Zulueta, Paolo Gentiloni e Roberto Fico. "Prendiamo dei costituzionalisti e chiediamo a loro di fare una sintesi rispetto a queste proposte di legge - ha detto Di Trapani - Ma se si vuole recuperare credibilità, i testi vanno subito calendarizzati". 

E questa è la sfida che Primo Di Nicola ha raccolto, nei fatti, già nella decisione stessa di organizzare il convegno di oggi: "L'obiettivo - ha scandito - è quello di creare un organismo indipendente sul modello inglese che governi la Rai in autonomia rispetto alla politica. Per questo abbiamo depositato, sia al Senato che alla Camera, il ddl presentato da Fico la scorsa legislatura. Adesso, anche sulla base delle altre proposte, si tratta di fare una sintesi in sede parlamentare per fare in modo che l'iter di approvazione proceda spedito". E l'ad Rai Salini? Ha ripetuto, come ci si poteva aspettare, quanto detto altre volte. "Ho sempre pensato che tra la Rai e la politica dovesse sussistere una giusta distanza che permettesse di produrre valore sia per l'azienda pubblica che per chi vigila".