Rai, Mulè (Fi): dittatura comunicazione, ma è servizio pubblico

Pol/Bac

Roma, 6 ago. (askanews) - "Dai dati forniti dall'Osservatorio di Pavia alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai sulla presenza di leader ed esponenti di spicco nei telegiornali Rai di prima serata viene sancita, ancora una volta, una forma di dittatura della comunicazione in quello che dovrebbe essere invece il servizio pubblico. I dati del mese di luglio 2019, relativi ai "soggetti pertinenti" andati in onda nei tg prime time, dicono che la triade Conte-Salvini- Di Maio si attesta a un 68,36% di presenza, seguiti dal 13.93% di Zingaretti e da un misero 13.91% dell'intera Forza Italia il cui campione è composto non solo dal Presidente Silvio Berlusconi ma anche da altri esponenti del partito, segue la Meloni col il 3.80% di presenza". Così, in una nota, il deputato di Forza Italia e capogruppo in commissione Vigilanza Rai, Giorgio Mulé.

"Ancora più umilianti per il pluralismo - aggiunge - sono le percentuali relative al mese di giugno 2019: la troika Conte- Salvini- Di Maio raggiunge il 70,43% di presenza nei Tg del prime time, seguiti dal Pd di Zingaretti con il 14.10% e da Forza Italia che raggiunge appena l'11.24% contando non solo il Presidente Berlusconi, ma anche altri tre esponenti che rientrano tra i "soggetti pertinenti". La sola Meloni segna una presenza pari al 4.23%. I dati appena analizzati dimostrano altresì come pur assumendo un campione composto in prevalenza dai principali leader dell'opposizione, ed in particolar modo da esponenti di Forza Italia, il rapporto tra esposizione mediatica di appena tre membri della maggioranza sia cinque volte quello del leader di Forza Italia e di altri tre esponenti del partito".

"Questa fotografia impietosa troverà l'ennesima, stantia, giustificazione da parte della Rai che si ostina a non vedere ciò che è visibile ad occhio nudo: una occupazione militare dell'informazione che obbedisce al principio di "silenziare" qualsiasi voce non allineata al Governo. Inutile attendersi ravvedimenti da parte del servizio pubblico che invece continuerà a difendere l'indifendibile", conclude Mulé.