Rai, Mulè (Fi): diventata 'bottino' delle nuova maggioranza

Pol/Vlm

Roma, 4 ott. (askanews) - "Nel solco della peggiore tradizione della spartizione di poltrone, da giorni leggiamo come anche la Rai sia diventata "bottino" della nuova maggioranza Pd-5Stelle e dei loro compagni di strada: si disegnano organigrammi, si investono nuovi direttori e se ne rimuovono altri. Tutte promozioni legate a una bassa logica di fedeltà politica che umilia la Rai. Su "Repubblica" di oggi viene anche riportata la notizia di un "lungo incontro" tra l'ad di viale Mazzini, Fabrizio Salini, e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: tema dell'incontro la grande abbuffata di nomine". Così Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia capogruppo azzurro in Commissione Vigilanza Rai.

"In mancanza di smentite, sarebbe opportuno che il dottor Salini spieghi con una certa premura perché incontra il segretario di un partito che non ha alcun incarico di governo men che mai legato all'azienda che guida: che serietà offre questo atto di vassallaggio alla pretesa quanto falsa indipendenza dell'ad Rai dalla politica sancita da una legge voluta anche dal Pd? Che esempio da' a chi lavora in Rai? Per la cronaca fu proprio il Pd con le sue varie componenti, ora divise ma tutte comunque al governo, quando non aveva scippato Palazzo Chigi a denunciare con toni da "emergenza democratica" la notizia di incontri tra Salini e esponenti della maggioranza gialloverde".

"È il tempo delle grandi ipocrisie, questo è noto, ma adesso siamo entrati nell'era della vergogna. E tutto questo mentre si attende da mesi dal governo il via libera al piano industriale della Rai: è ovvio che, anche alla luce dell'inchino al "signore" di turno, quel piano si trasforma nell'ennesima genuflessione al potere per spartirsi incarichi e poltrone. Ed è altrettanto ovvio che Forza Italia non lo permetterà, sicura di trovare al proprio fianco i partiti del centrodestra e coloro che, da sinistra, fino a ieri alzavano le barricate sulla indipendenza della Rai dalla politica", conclude.