Rai, un mercoledì “Fuortes” dopo le polemiche dei giorni scorsi

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Roma, 8 giu. (askanews) - Con l'approvazione oggi da parte del Cda Rai delle nomine proposte dall'Ad Carlo Fuortes si chiude in viale Mazzini una settimana di polemiche roventi. Ad accenderle era stato, il primo giugno scorso, il sito di Dagospia che aveva svelato la notizia della rimozione di Mario Orfeo dalla direzione Approfondimenti della Tv di Stato, decisa da Fuortes proprio alla vigilia della presentazione dei nuovi palinsesti. Un fulmine a ciel sereno che aveva provocato le immediate reazioni del mondo politico, insorto trasversalmente in difesa di Orfeo. Il quale torna ora alla direzione del Tg3, carica che già ricopriva prima della nomina - lo scorso novembre - al genere Approfondimenti. Qui, al suo posto, arriva Antonio Di Bella, che lascia a sua volta la direzione Day Time alla ormai ex direttrice del Tg3, Simona Sala.

Il voto di oggi del Cda non è stato all'unanimità, come quello dell'11 maggio scorso con cui era stato approvato il bilancio 2021. Hanno votato a favore, con l'Ad Fuortes e la presidente Marinella Soldi, i consiglieri Simona Agnes, Francesca Bria e Igor De Blasio. Contro invece Alessandro di Majo e Riccardo Laganà. Laganà, il consigliere eletto dai dipendenti Rai, aveva anticipato in una intervista a "Repubblica" che non avrebbe sostenuto nessuna proposta dell'Ad non giustificata "da robuste motivazioni industriali, editoriali e di prospettiva del servizio pubblico".

Non si tratta in ogni caso neanche di una maggioranza risicata (4 voti a favore su 7) come quella con cui lo scorso dicembre il Cda aveva di fatto avallato la cancellazione dell'edizione notturna dei telegiornali regionali, aprendo uno scontro durissimo tra l'Ad e il sindacato dei giornalisti Rai, che non ha per niente gradito l'epilogo odierno. In una nota l'esecutivo Usigrai commenta: "Alla fine il valzer di nuove nomine alla Rai c'è stato e il consiglio di amministrazione dell'azienda ha dato il via libera, seppure a maggioranza, alle decisioni dell'Ad Fuortes. Ad eccezione di due consiglieri, uno è quello eletto dai dipendenti, il resto del Cda Rai non ha avuto nulla da dire riguardo a spostamenti nelle direzioni di genere e di testata decisi senza alcun apparente motivo editoriale o industriale".

"Cambi repentini di Direzioni che si portano dietro piani editoriali e progetti approvati dall'azienda e non realizzati o realizzati solo in parte - continua la nota -. Direttrici e Direttori nominati solo sei mesi fa vengono di nuovo spostati con assegnazioni che non appaiono indirizzate allo sviluppo della Rai ma a rispondere ad equilibri politici o di partito. All'amministratore delegato chiediamo di occuparsi delle priorità: varare al più presto il piano industriale, fare chiarezza sulle risorse per sostenerlo, dire cosà farà nella delicata partita che riguarda la vendita di Rai Way e affrontare con urgenza la questione del canone che potrebbe finire fuori dalla bolletta elettrica".

Martedì prossimo (14 giugno) alle 19 Fuortes dovrà riferire in Commissione di Vigilanza, ma dopo il voto rassicurante di oggi ai vertici di viale Mazzini si percepisce già una ritrovata compattezza e una positiva sinergia tra l'Ad e la presidente Soldi.

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