Raid israeliani su Gaza: distrutta la torre dei media. Reazioni in tutto il mondo

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(Mahmud Hams /Pool Photo via AP)
(Mahmud Hams /Pool Photo via AP)

L'esercito israeliano ha bombardato il grattacielo al-Jala, nel centro di Gaza, sede di alcuni media tra cui al-Jazeera e l'agenzia internazionale Associated Press. Il conflitto in Medioriente si aggrava di ora in ora. I raid non si fermano e nemmeno i lanci di razzi contro le località israeliane al confine con la Striscia di Gaza. Secondo l'esercito, ne sono stati sparati 2.300. Il bilancio provvisorio delle vittime nella Striscia è di 139 morti, tra cui 39 bambini. 

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Il grattacielo al-Jala si trovava nel pieno centro di Gaza ed è stato distrutto dall'aviazione israeliana dopo un breve preavviso. Il portavoce dell'esercito israeliano ha affermato che il palazzo ospitava anche "risorse dell'intelligence militare di Hamas" e che "Hamas usava come scudi umani" i civili presenti nell'edificio. L'esercito ha poi confermato di aver avvisato "con sufficiente anticipo" di evacuare la torre prima di colpirla.

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"Siamo sconvolti e inorriditi", ha fatto sapere la Associated Press, mentre Al Jazeera ha accusato Israele di voler mettere a tacere i giornalisti. "Al Jazeera condanna con la massima fermezza il bombardamento e la distruzione dei suoi uffici da parte delle forze armate israeliane a Gaza e vede questo come un atto chiaro per impedire ai giornalisti di svolgere il loro sacro dovere di informare il mondo e riferire gli eventi sul campo", ha fatto sapere l'emittente del Qatar.

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Da più parti, intanto, arrivano le reazioni contro questo attacco. Hamas promette vendetta: "Colpiremo Tel Aviv dopo il bombardamento della torre al Jalaa. Ora i residenti di Tel Aviv e del centro d'Israele devono stare attenti". La Casa Bianca ha ribadito che "la sicurezza dei media è una responsabilità essenziale". L'Unione europea sta valutando di indire una riunione straordinaria.

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