Raid Usa in Iraq: Salvini esulta, Meloni condanna gravissimo assalto

meloni salvini

Il 3 gennaio 2020 un raid lanciato dagli Usa vicino all’aeroporto in Iraq ha causato la morte del generale iraniano Soleimani. La notizia ha fatto il giro del mondo e sembra annunciare un periodo di grande tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran. Molti hanno parlato di atto terroristico e mentre la politica americana si divide, Trump rivendica l’uccisione del generale su Twitter. Dai social, però, arrivano anche i commenti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul raid Usa lanciato in Iran.

Rad Usa-Iraq, Salvini e Meloni

Ancora una volta il sovranismo italiano si divide di fronte a un fatto di attualità: Salvini e Meloni hanno espresso un commento sul raid Usa in Iraq. Prima le divergenze sul discorso di Mattarella e ora anche sull’uccisione di Qassem Soleimani. Il discorso del Capo dello Stato, promosso dalla leader di Fratelli d’Italia, non aveva ottenuto l’approvazione del leghista. In questo caso, invece, l’azione di Trump è elogiata da Salvini e freddata dalla Meloni.

Su Twitter, infatti, Matteo Salvini ha scritto: “Donne e uomini liberi devono ringraziare il presidente Trump e la democrazia americana per aver eliminato Soleimani, uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell’Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà”.

Giorgia Meloni, invece, interviene in modo nettamente diverso dal leader leghista: “La complessa questione mediorientale – scrive la leader di FdI – non merita tifoserie da stadio ma necessita di grande attenzione. Una escalation delle tensioni in Medio Oriente (con possibili ripercussioni anche in Libia) non è nell’interesse dell’Italia perché rischia di acuire il problema immigrazione, alimentare il terrorismo e danneggiare ulteriormente l’economia europea. In questo quadro esprimo la più ferma condanna al gravissimo assalto“.

Giorgia Meloni ha anche invocato un intervento dell’Unione Europea sui suoi profili social: insieme all’Italia, l’Ue dovrebbe “fare tutto il possibile per favorire un percorso di pacificazione dell’area”. In questo modo, infatti, verrebbe garantita “la sicurezza di Israele, ma anche la lotta agli integralisti islamici dell’Isis”.