Rallenta il contagio in Cina, ma cresce l'allarme in Corea del Sud: "Situazione grave"

Coronavirus (Photo: )

Il virus non si ferma, ma in Cina rallenta. Il numero dei contagiati da nuovo coronavirus nel mondo è quasi a quota 78 mila, stragrande maggioranza (76.291) in Cina. Mentre i morti sono 2.361 (2.250 in Cina, quasi tutti nell’Hubei). Le persone che sono guarite sono invece poco più di 20mila, 21216 nella mattinata di oggi.

Cresce l’allarme per la diffusione del virus al di fuori del gigante asiatico.

Lo stato di allerta riguarda in particolare la Corea del Sud: il premier Chung
Sye-kyun s’è appellato alla nazione chiedendo di cooperare con il governo contro il coronavirus, definendo “grave la situazione”. In un messaggio pubblico, Chung ha affermato che “nel rispetto delle leggi e dei principi, il governo interverrà con severità contro quelle azioni che interferiranno con gli sforzi di quarantena, l’illegale accumulo di farmaci e le azioni che portano a disagio attraverso riunioni di massa”, a partire dagli eventi religiosi. La Corea del Sud ha annunciato oggi altri 233 casi accertati, portando il totale a 433.

Il virus si diffonde anche Italia, in Iran, dove si aggrava il bilancio dell’epidemia
di coronavirus: la tv di Stato ha confermato il sesto decesso. I contagi sono invece 28, e in alcuni Paesi mediorientali che registrano i primi casi (Libano, Israele). Il governo di Teheran ha fatto sapere che l’Iran chiuderà scuole,
università e centri educativi nelle città di Qom e Arak per prevenire la diffusione dell’epidemia. Lo riferisce la tv di Stato. La chiusura, che partirà domani, resterà in vigore per due giorni a Qom e per una settimana ad Arak. Le autorità iraniane hanno deciso di chiudere anche cinema e teatri. Gli spettacoli saranno sospesi fino a venerdì prossimo, si precisa in un comunicato del ministero della Cultura citato dall’agenzia Irna.

L’Oms ha ribadito che è preoccupata dai casi di contagio che non hanno un chiaro “legame epidemiologico” con la Cina: il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rinnovato la sua preoccupazione per i casi di contagio da Covid-19 che non hanno avuto un contatto con una persona già ammalata o fatto un viaggio in Cina. Tedros si è detto particolarmente allarmato del numero di casi in Italia, Iran e Corea del Sud.

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