Rampelli (Fdi): auspichiamo maggiore condivisione in centrodestra

Pol-Afe

Roma, 28 gen. (askanews) - "Penso che non ci sia una volontà specifica di Salvini di non collaborare, probabilmente è la sua modalità di svolgere l'attività politica che lo distoglie dal programmare momenti di partecipazione, di condivisione delle decisioni a livello di coalizione. Noi auspichiamo che ci sia maggiore condivisione, siamo repubblicani, non monarchici, preferiamo che ci sia sempre un confronto e si possano programmare dei percorsi insieme. Bisogna collaudarsi meglio". Lo ha detto il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (Fdi) a Radio Cusano Campus.

"Condivido - ha aggiunto - il fatto che Salvini abbia fatto una campagna elettorale straordinaria, è stata al suo pari solo Giorgia Meloni. Nessuno vuole interpretare questa stagione nella logica dell'uomo solo al comando. Oggi siamo in una post-democrazia, in cui c'è il sopravvento del potere economico su quello del popolo, poi del potere giudiziario ai tempi di Tangentopoli, poi la presenza forte e condizionante del circuito dell'informazione, che in qualche maniera induce chiunque faccia politica a certi livelli a stare sul pezzo, sulla notizia, e questo sottrae tempo per l'attività politica, di condivisione, di studio. Berlusconi e Renzi hanno avuto la stessa inclinazione, forse c'è un problema di sistema. Citofonata Salvini? Non l'avrei fatta. Avrei citofonato a Giuseppe Conte in caso di vittoria in Emilia per dirgli che doveva andare casa. Sarebbe stata una vera rivoluzione se il centrodestra avesse vinto in Emilia Romagna. Per la sinistra la vittoria era un risultato scontato e adesso la fanno passare come la grande vittoria. Invece in Calabria dove governava il PD sembra che fosse scontata la vittoria del centrodestra. Bisognerebbe dare più enfasi al voto in Calabria".

Sulle prossime elezioni a Roma, prosegue Rampelli, "poniamo sempre la questione della concertazione. A maggior ragione su Roma e sul Lazio dove, al di là dei numeri che sono importanti per FDI, c'è una composizione di classe dirigente importante per noi. Daremo il nostro contributo fondamentale, fermo restando che bisogna capirsi: qui c'è un problema serio. Lo Stato ha abbandonato Roma al suo destino, bisogna ricucire il rapporto tra Roma e lo Stato. Roma non ce la fa più. La Raggi ha le sue responsabilità, oggi mi sono quasi commosso perché ho visto che stavano riasfaltando una strada".