Rampelli: ius culturae è una forzatura, legge cittadinanza funziona

Pol/Vlm

Roma, 19 nov. (askanews) - "Sul tema dei flussi migratori l'Italia vive un momento di eccezionalità e fragilità, e attraverso di noi questa condizione si trasferisce all'intero continente europeo. Se non si stabilizzano bene le relazioni tra l'Africa e L'Italia, porta d'Europa, tutto si può fare fuorché rendere più facile l'acquisizione della cittadinanza italiana che può diventare ulteriore elemento di attrazione per milioni di persone che non fuggono da guerre e persecuzioni ma migrano per ragioni di carattere economico". E' quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo come ospite alla trasmissione '24 Mattino' su Radio 24 con Maria Latella e Simone Spetia.

"L'Italia è la nazione europea con il maggior numero di naturalizzazioni di cittadini stranieri. Numeri importanti, nel 2017 abbiamo avuto 150mila cittadini stranieri naturalizzati contro i 123mila del Regno Unito, i 115mila di Francia e Germania, 67mila della Spagna. La nostra legge attuale quindi funziona. Lo 'ius culturae' è la solita astrazione tipica di una sinistra salottiera che non vuole più recepire le istanze dei cittadini delle periferie, degli operai, delle facce sociali più deboli", ha aggiunto.

"Avendo perso ormai tutte le sfide culturali di questo tempo, cerca probabilmente un vantaggio elettorale: vuole naturalizzare un numero maggiore di persone per strumentalizzarle politicamente e trasformarle in voti. La cittadinanza non può essere un automatismo, va desiderata, meritata e rilasciata sulla base di una precisa adesione ai valori sanciti dalla nostra Costituzione", ha concluso.