Raoul Casadei: "Ho votato Berlinguer e Berlusconi. Mi piaceva Renzi e ho cantato con Salvini. Ora sto con Bonaccini"

HuffPost

Alle Elezioni Regionali il voto è più di testa che di cuore. L’abilità amministrativa di un candidato, seppur politicamente lontano, è meno difficile da riconoscere piuttosto che in altre tornate elettorali. E così, l’ultimo endorsement per Stefano Bonaccini arriva direttamente da Raoul Casadei, re del liscio e molto vicino alla Lega di Matteo Salvini. 

L’approvazione al candidato di centro-sinistra è stata affidata ad un’intervista al Corriere della Sera. Si definisce un elettore senza bandiera (da Berlinguer a Salvini, appunto, passando per Berlusconi e Renzi), a conferma di come spesso per Casadei l’ideale venga subordinato al buon funzionamento delle cose. 

Cinque anni fa lei cantò «Romagna mia» con Salvini e l’allora candidato alle Regionali Alan Fabbri, che perse proprio contro Bonaccini. Ha votato Lega e se ne è pentito?
«Ma no... con Fabbri e Salvini abbiamo cantato insieme, ma a me stanno simpatici tutti. E poi non mi sono mai sentito uno con una bandiera cucita addosso. Nella mia vita ho votato sia Enrico Berlinguer sia Silvio Berlusconi. Mi è piaciuto molto Matteo Renzi negli ultimi anni: cerca una strada nuova, moderna, qui in Italia abbiamo bisogno di rinnovarci e Renzi mi sembra il personaggio giusto, anche se è stato un po’ “castrato” dai suoi quando era nel Pd. Per me resta comunque uno dei leader migliori nel Paese, come Carlo Calenda. E anche Bonaccini, come loro, mi sembra uno proiettato avanti».

 Sia chiaro: l’amicizia con Matteo Salvini non verrà scalfita né tantomeno è diminuita l’ammirazione politica nei suoi confronti (“Nel suo lavoro è bravo, è uno che si dà da fare, sa convincere la gente”). Ma Casadei è un tipo pragmatico e quando tutto va bene, come durante questi cinque anni di amministrazione Bonaccini, non ha senso cambiare. 

“La regione funziona bene, è una delle prime in Italia, anche il turismo va alla grande. E poi è una regione che vede con positività le proprie tradizioni,...

Continua a leggere su HuffPost