Rapina Roma, bandito ucciso: colpo da pistola complice

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Sarebbe stato il colpo esploso dal complice a uccidere Ennio Proietti il rapinatore, morto dopo la tentata rapina del 5 novembre al 'Caffè Europe a Cinecittà'. Secondo quanto emerso dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza interna, come riportato nell'ordinanza del gip Maria Paola Tomaselli, il colpo che ha raggiunto Proietti sarebbe partito proprio dalla pistola di Enrico Antonelli. I colpi partiti dalla pistola di Antonelli sono tre: il primo ha ucciso il complice, l'altro ha ferito il proprietario cinese del bar e il terzo è andato a vuoto. 

E' stato convalidato, intanto, dal gip l'arresto di Enrico Antonelli che è accusato di omicidio, tentato omicidio e rapina aggravata. A coordinare le indagini il procuratore aggiunto Nunzia D'Elia.  

I due, che si erano conosciuti in carcere nell'agosto scorso, puntavano a un bottino da 25mila euro. Durante la detenzione avevano stretto un'amicizia e lì era nata l'idea di effettuare la rapina. Secondo quanto raccontato da Antonelli, dopo un iniziale rifiuto, aveva deciso di accettare a causa delle sue precarie condizioni economiche. Sempre dalla ricostruzione fatta da Antonelli, qualche ora prima della rapina era andato nel bar per effettuare un sopralluogo e poi insieme con il complice avevano recuperato le armi, e con il volto coperto da caschi e scaldacollo erano entrati nel locale per mettere a segno la rapina. Il piano, sempre secondo quanto dichiarato Antonelli ai magistrati, prevedeva per Proietti il ruolo di regista di copertura, mentre a lui sarebbe toccato il compito di portare via il denaro dalla cassa. I due non avevano previsto però reazione da parte del tabaccaio.