Rapinarono gioielleria nel Milanese: presi trasfertisti napoletani

Red-Alp

Milano, 3 feb. (askanews) - I carabinieri hanno eseguito questa mattina un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due pregiudicati napoletani accusati di aver assaltato (a mano armata e a volto scoperto) nel maggio scorso una gioielleria di Segrate (Milano) portando via gioielli per un valore commerciale pari a 25mila euro. Lo ha riferito l'Arma, spiegando che il provvedimento nei confronti del 37enne Domenico Tavano (già ai domiciliari per altri reati) e del 29enne Luigi Alamaro (attualmente detenuto per altra causa) è stato emesso dal Gip di Milano, su richiesta della locale procura. L'ordinanza è stata eseguita dai militari della Compagnia di San Donato Milanese (Milano), in collaborazione con i militari della Compagnia di Napoli Stella.

Secondo l'accusa, intorno alle 10.30 del 18 maggio 2019, i due erano giunti alla gioielleria a bordo di una Fiat Uno rubata e, dopo averla parcheggiata poco distante, erano entrati separatamente nel negozio. Il primo a farlo era stato Tavano, che aveva mostrato alla moglie del titolare, un braccialetto tipo tennis per "per attirare la sua attenzione" e la donna aveva chiesto l'aiuto del marito, più esperto. Qualche istante dopo aveva fatto il suo ingresso il complice, (con un tutore sul braccio per nascondere un tatuaggio) che aveva puntato la pistola contro la donna che, spaventata, era fuggita nel retro inseguita dal 37enne. Alamaro si era quindi avventato sul 76enne titolare puntandogli la pistola sulla tempia, e poi lo aveva spinto con veemenza verso il retro del negozio dove c'era anche il complice che li aveva tenuti in ostaggio. Alamaro nel frattempo aveva svuotato la cassaforte (già aperta), arraffando rotoli di bracciali, catenine in oro giallo e bianco e dei girocolli, per poi fuggire assieme al complice.

Dalle analisi dei filmati di videosorveglianza, dai riconoscimenti delle vittime rimasti molto segnati dall'aggressione, e dai riscontri sul Dna ricavato da alcuni capi di abbigliamento lasciati a bordo dell'auto abbandonata dopo il colpo, i carabinieri sono risaliti ai due, scoprendo che i rapinatori avevano utilizzato una seconda vettura, una Mercedes Classe C, che era stata noleggiata da Tavano, e a bordo della quale era stato controllato più volte a Napoli e in altre città, insieme con altri, presunti, complici. Secondo quanto precisato dai carabinieri, infatti, gli arrestati prendevano di mira le più importanti gioiellerie di tutta Italia: nel marzo 2019 avevano ad esempio rapinato una gioielleria a Follonica con lo stesso modus operandi e un altro negozio in provincia di Pesaro e Urbino.