Rapine a Roma Termini, vittime un senatore M5s e un giudice

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Due rapine hanno avuto come teatro la stazione Termini di Roma. A subire il furto è stato prima un giudice della Corte di Cassazione, a cui si è aggiunto un senatore del Movimento 5 Stelle, Gabriele Lanzi, anche lui finito nelle grinfie dei malviventi. I due, stando ai racconti, sarebbero stati assaliti da una banda di algerini a poca distanza l’uno dall’altro all’interno dell’importante scalo ferroviario della capitale, tristemente famoso per il traffico di droga e il degrado.

Rapine a Roma Termini, due rapine

Il primo a subire il furto è stato il magistrato: il furto sarebbe avvenuto mentre l’uomo si trovava a pranzo in un ristorante nei pressi della stazione. I malviventi, senza che lui se ne accorgesse, gli hanno sottratto la ventiquattrore, approfittando probabilmente di un momento di distrazione della vittima. Solo nel momento in cui si è alzato da tavolo, il magistrato si è accorto di essere stato derubato della valigetta contenente documenti riservati e atti relativi ad un convegno al quale avrebbe dovuto partecipare. A brevissima distanza è stato il turno del senatore Lanzi. Quest’ultimo è stato fermato dai malviventi mentre aspettava un taxi: uno dei ladri gli avrebbe chiesto un’indicazione, per distrarlo, mentre un complice gli ha sottratto il bagaglio con all’interno pc, Ipad e alcuni documenti.

Fermati alcuni membri della banda

Il senatore ha subito sporto denuncia, allertando e informando dell’accaduto gli agenti del commissariato Viminale. La polizia dunque si è subito messa sulle tracce della banda, partendo dai video delle telecamere di sorveglianza. Poco è bastato per identificare i tre responsabili: uno di loro è stato fermato poco dopo in possesso della chiave di un bed and breakfast all’interno del quale sono stati rinvenuti gli oggetti rubati. Uno dei complici è stato fermato poco dopo, mentre il terzo membro della banda sarebbe ancora in fuga.