In rapporto alla velocità di diffusione di Omicron le fasce di età più attive vanno a rilento

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La terza dose di vaccino non "convince" del tutto gli over 40
La terza dose di vaccino non "convince" del tutto gli over 40

In Italia e tra gli over 40 la terza dose del vaccino non decolla: in rapporto alla ormai accertata velocità di diffusione di Omicron queste fasce di età vanno a rilento rispetto ad una profilassi che deve bruciare le tappe, almeno quanto le sta bruciando il nuovo ceppo covid che a fine gennaio potrebbe diventare dominante anche nel nostro paese.

Over 40 e dose booster: la protezione dell’intera fascia under 70 è ancora molto scarsa

I dati non mentono: gli under 70 italiani sono ancora poco protetti. Quei dati dicono che la parte di popolazione che ha ricevuto la dose “booster” ammonta ancora solo al 22%. Attenzione, sarà anche vero che i cinque mesi oltre i quali la protezione cala drasticamente non sono ancora scaduti per tutti, tuttavia i numeri della popolazione più attiva non sono confortanti.

Fra gli over 40 e fino a 49 anni ha fatto la dose booster solo il 16% degli italiani

Gli over 80 sono i più protetti con il 64% di terze dosi, ma le percentuali calano ma mano che cala l’età: 42% per i 70-79 anni, 34% per il 60-69enni; 25% per i 50-59enni e addirittura uno scarno 16% per i 40-49enni. Eppure la Omicron corre e lo fa talmente tanto che rischia di diventare “uno tsunami”, a seguire le parole del direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Il pericolo che incombe per metà gennaio, ma fra over 40 e dose booster non è ancora feeling

L’Europa sarà il suo primo spot di dominanza e l’Italia, che sta comunque messa meglio di altri paesi, non sarà immune da questo processo, ma solo in ritardo. L’impressione è che il fatto che l’Italia avrà problemi dopo e non prima di Natale pare abbia convinto molti italiani che l’Italia quei problemi non li avrà affatto. E questo sarebbe un errore gravissimo.

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