Rapporto Anica, più film italiani in circolazione all'estero

(Adnkronos) - Cresce il numero dei film italiani che hanno ottenuto una circolazione anche all'estero, con una progressione negli ultimi cinque anni che va dai 43-52 stimati nel 2017 ai 96-118 del 2021. Sono le stime, definite rispettivamente 'conservative' e 'aggressive' nei loro minimi e massimi, contenute nel rapporto su 'I film italiani sui mercati esteri' curato da eMedia per l'Anica, l'associazione nazionale delle industrie del cinema e dell'audiovisivo presieduta da Francesco Rutelli. Lo studio analizza le tendenze dei titoli prodotti negli ultimi cinque anni, realizzati per la sala cinematografica, per la televisione lineare e per il video on demand, con l'obiettivo di "fornire una lettura generale del fenomeno della circolazione all’estero della produzione nazionale, della distribuzione internazionale e dei valori economici generati".

I film italiani prodotti tra il 2017 e il 2021 sono stati 1.130, per una media annuale di 226 titoli, 184 nel primo anno preso in considerazione e 242 stimati per l'ultimo anno, dei quali 212 per i cinema, 20 per le tv e 10 per i vod. Per quanto riguarda i macro-generi, 150 fiction, 91 documentari e 1 di animazione nel 2021, con una percentuali relativa all'ultimo quinquennio del 68% finzione, 31% documentari e 1% animazione. In forte aumento le coproduzioni internazionali cui ha partecipato l'Italia, passando dai 26 film per le sale nel 2017 fino ai 45-60, a seconda delle stime, per il 2021. Quanto ai Paesi coproduttori con l'Italia, in testa c'è la Francia con 54 titoli, seguita dalla Germania con 25, dalla Svizzera con 22, dalla Spagna con 17, dal Belgio con 13. Uscendo dall'ambito europeo, l'Argentina con 9 precede gli Usa con 3.

"Le coproduzioni internazionali sono il principale veicolo per la circolazione all'estero dei film italiani - si sottolinea nel rapporto Anica - Il valore economico complessivo generato dalle collaborazioni internazionali sul quadriennio 2017-2020 è stimato in circa 92 milioni di euro. Più del doppio del capitale attratto nei quattro anni precedenti (2013-2016), pari a circa 41 milioni di euro. L’incremento è dunque un netto +124%. Ed è anche più che raddoppiato il numero dei titoli che, nell’arco dei cinque anni esaminati, ha avuto una circolazione sovranazionale".

I punti di forza del sistema produttivo, rilevati da eMedia, riguardano "la progressiva internazionalizzazione delle industrie e del mercato nazionale con sempre maggiore capacità di ideazione e produzione di titoli adatti anche alla circolazione estera; la forza del cinema d'autore e la presenza nei Festival internazionali; le norme sul tax credit a sostegno della produzione". Grazie a tutto ciò, si segnala l'opportuntà di "passare da un prodotto 'local' a un prodotto 'glocal' e di ricercare un approccio di marketing complessivo lungo l'intero processo ideativo, produttivo e distributivo".

Quanto, invece, ai punti deboli, questi vengono individuati nel rapporto Anica in "budget medi di produzione troppo bassi; produzioni tendenzialmente orientate al mercato domestico e limitata vocazione alla ricerca di opere o storie con capacità di circolazione internazionale; film troppo 'autoriali' e legati a uno star system domestico; debolezza del film di genere". Tutto ciò comporta la minaccia di "crisi della sala cinematografica e relativo impoverimento della filiera, con la prospettiva di attrazione dalle piattaforme distributive di video on demand; l'incremento della competizione proveniente da altri mercati e territori in grado di attrarre partner e capitali internazionali".

"Dobbiamo aiutare coloro che agiscono nel campo dell'industria cinematografica a farlo a ragion veduta, in base ai dati e agli elementi reali e ai fattori competitivi in campo: oggi non abbiamo più soltanto la cinematografia Usa e cinque cinematografie europee, più qualcosa dall'Oriente; abbiamo un mondo nel quale cento Paesi hanno una loro cinematografia nazionale e si muovono e operano su un mercato integrante e sfidante. Dunque, noi dobbiamo essere più bravi!". E' questa l'esortazione che arriva da Francesco Rutelli, presidente dell'Anica, alla presentazione del rapporto su 'I film italiani sui mercati esteri' curato da eMedia per l'Associazione nazionale delle industrie del cinema e dell'audiovisivo.

"Ora - osserva Rutelli - è possibile quindi ragionare, al termine della prima fase di questa ricognizione, su un mercato in espansione, che mostra segni chiari di dinamismo e una reattività positiva ai cambiamenti nelle dinamiche della domanda e all’innovazione tecnologica presentati dal mercato. Gli operatori sono stati incentivati da strumenti di grande efficacia da parte dell'amministrazione pubblica, Mic e Ice in testa, che hanno accompagnato la crescita delle capacità delle imprese, dimostrata dall’incremento della diffusione dei titoli italiani negli ultimi 5 anni, con un chiaro sviluppo delle relazioni e della forza commerciale, in perfetta sinergia con l’affermazione della qualità artistico-autoriale ed editoriale sul piano internazionale".

(di Enzo Bonaiuto)