Rapporto Asvis: Italia in ritardo su Agenda 2030, cambiare passo

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Pierluigi Stefanini, presidente dell'Anvis, all'evento di aperura del dello Sviluppo Sostenibile (Photo: Anvis Diretta Facebook)
Pierluigi Stefanini, presidente dell'Anvis, all'evento di aperura del dello Sviluppo Sostenibile (Photo: Anvis Diretta Facebook)

Su molti dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite l’Italia è in ritardo. I “Goal”, infatti, appaiono ancora più lontani da raggiungere di quanto non lo fossero lo scorso anno. È il quadro che emerge dal sesto rapporto annuale dell’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, presentato in occasione della prima giornata del Festival dello sviluppo sostenibile (28 settembre-14 ottobre). “Drammatico”, segnala lo studio, l’impatto della pandemia sul raggiungimento degli obiettivi. Il Covid-19 ha infatti contribuito ad aggravare la situazione dell’Italia, anche se, rileva l’Asvis, ”è stato un elemento positivo lo sforzo compiuto dall’Ue nell’ultimo anno”.

Nel dettaglio, tra il 2019 e il 2020, l’Italia mostra segni di miglioramento solo per tre obiettivi: energia, cambiamento climatico, pace e giustizia; è rimasta stabile per altri tre: fame, acqua, innovazione; ma è peggiorata per ben nove obiettivi: povertà, salute, istruzione, parità di genere, occupazione, disuguaglianze, città, biodiversità terrestre, cooperazione. Guardando a come nel complesso si è mossa l’Italia nel decennio 2010-2020, risulta che per cinque obiettivi ha guadagnato terreno (salute, parità di genere, energia, innovazione, cambiamento climatico), per cinque è rimasta stabile (fame, istruzione, disuguaglianze, città, pace e giustizia) e per cinque è invece peggiorata (povertà, acqua, occupazione, biodiversità terrestre, cooperazione).

Il rapporto traccia anche quello che potrebbe essere lo scenario futuro per il nostro Paese. Sulla base delle tendenze, su 32 target quantitativi, in gran parte definiti dall’Ue, se sarà confermato l’andamento registrato, l’Italia potrebbe riuscire a centrare o ad avvicinarsi solo a sette; tra questi le coltivazioni biologiche, i consumi di energia e il tasso di riciclaggio dei rifiuti. Negative o decisamente negative appaiono le tendenze su ben 15 target quantitativi, tra cui: povertà o esclusione sociale, parità di genere nell’occupazione, emissioni di gas serra, qualità dell’aria.

Molte le proposte avanzate nel rapporto, tra le quali l’inserimento in Costituzione del principio di sviluppo sostenibile; l’aggiornamento del Pniec per allinearlo agli obiettivi europei di un taglio alle emissioni per almeno il 55% entro il 2030; la costruzione, a partire dalla legge di Bilancio per il 2022, di un piano per l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili. “I dati illustrati nel rapporto mostrano come la situazione del nostro Paese sia critica. Se non interverranno cambi di passo decisi, l’Italia non conseguirà gli Obiettivi dell’Agenda 2030 nei tempi concordati in sede Onu, con conseguenze gravi”, si legge nella premessa al documento, sottoscritta dai presidenti dell’Asvis Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini. “Non possiamo più perdere tempo - avvertono - dobbiamo mettere a frutto tutte le nostre energie per portare avanti un cambiamento”.

È necessario “creare, con la legge di bilancio per il 2022, un Ente pubblico di ricerca per gli studi sul futuro e la programmazione strategica, con il compito di effettuare ricerche sulle future evoluzioni dei fenomeni sociali, ambientali ed economici e sulle loro implicazioni per il disegno e l’attuazione delle politiche pubbliche, anche a livello locale”. Così il presidente di Asvis, Pierluigi Stefanini, presentando il sesto rapporto annuale dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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