Rapporto Caritas: al sud e isole quasi la metà dei poveri italiani

Mpd

Roma, 16 nov. (askanews) - Oggi nel Sud e nelle Isole, territori nei quali risiede il 34% della popolazione, si concentra quasi la metà dei poveri di tutta la nazione; la crescita del Pil si colloca su livelli irrisori (+0,6%) e i consumi registrano di fatto una stagnazione (+ 0,2% rispetto allo 0,7% nel resto del Paese). Lo rivela il Rapporto sulla povertà presentato dalla Caritas Italiana alla vigilia della Giornata della Povertà che si celebra domani.

In termini di differenze macro-regionali, l'indagine conferma la situazione di maggiore svantaggio delle aree del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro e del Nord (territori questi ultimi anch'essi fortemente penalizzati dopo il 2008): nelle regioni di Sud e Isole l'incidenza della povertà assoluta raggiunge rispettivamente l'11,1% e il 12,0%, a fronte di valori molto più contenuti registrati nelle regioni centrali (6,6%) e settentrionali (6,8%)8 . Se le regioni del Centro e del Nord sul fronte dei consumi hanno concretamente recuperato e superato i livelli pre-crisi, nel decennio 2008-2018 le aree del Mezzogiorno hanno di fatto registrato una contrazione (-9%). Si allarga anche il divario occupazionale: il tasso di disoccupazione che nelle zone centrali e settentrionali si colloca rispettivamente al 9,4% e al 6,6%, nel Sud e nelle Isole raggiunge quota 18,4%.

A tali fragilità si somma poi l'emergenza sociale dello spopolamento: dal 2002 al 2017 risultano infatti emigrati oltre 2 milioni di abitanti, di cui più di 132mila solo nel 2017. La gravità di tali perdite è esplicitata dal fatto che tra loro oltre la metà risulta giovane e con livelli di istruzione molto alti (il 30% è laureato) e di fatto tali uscite appaiono compensate solo in parte dai flussi migratori, che sono modesti nel numero e caratterizzati da basse competenze. Il saldo negativo dal 2012 al 2017 è di 852 mila unità; nel solo ultimo anno di circa 70mila unità.

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