Rapporto Eurispes, crisi turismo già prima di covid

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Non solo il covid ma anche carenze endemiche hanno contrassegnato, il turismo italiano tanto che il suo ruolo nel mercato internazionale si è fortemente ridimensionato in questi ultimi anni a causa di inefficienze infrastrutturali, di marketing, di servizi che portano i turisti stranieri a preferire mete più organizzate. E a conferma di questo trend è la spesa dei turisti internazionali a livello mondiale che è cresciuta del 6,9%, mentre in Italia del 2,8%. E' quanto emerge dal Rapporto Italia 2021 di Eurispes.

Con 58,3 milioni di arrivi internazionali l’Italia si collocava quinta nella classifica Unwto dei dieci paesi più visitati al mondo (2019). Del resto, l’Italia performa peggio di altri paesi perché la qualità dell’offerta ricettiva e dell’attrattività è peggiorata. Nel 2019 il World Economic Forum posizionava infatti l’Italia all’ottavo posto, individuando come principali elementi di debolezza la competitività dei prezzi, il business environment, la sostenibilità ambientale, la dotazione infrastrutturale, le risorse umane e il mercato del lavoro. L’Italia è agli ultimi posti anche per la qualità del marketing turistico. Altra debolezza è l’assenza di società italiane tra i player globali delle catene alberghiere. Gli hotel con più di 100 camere in Italia sono appena il 4%, in Spagna il 12,5% (Cdp).

Un ulteriore freno allo sviluppo turistico italiano è la mancanza o scarsità di infrastrutture, necessarie per permettere al turista di soggiornarvi, frequentare i siti che interessano, trascorrere il tempo desiderato svolgendo più attività. Inoltre, pesa il divario tra Centro-Nord e Sud. Il giro d’affari che interessa il Mezzogiorno è appena il 14,7% del turismo italiano.

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