Rapporto McCarrick, Giovanni Paolo II non credette alle accuse

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Città del Vaticano, 10 nov. (askanews) - Dopo una prima titubanza, Giovanni Paolo II si convinse che quelle che gli erano giunte su Theodore McCarrick fossero "soltanto voci, infondate o comunque non provate" - dopo una lettera che lo stesso McCarrick gli aveva recapitato tramite il segretario personale del Pontefice, Stanislaw Dziwisz - e, nel 2000, lo nominò arcivescovo di Wahsington. E' quanto emerge nel rapporto elaborato dalla Segreteria di Stato vaticana per volontà del Papa, e pubblicato oggi, sul cardinale Theodore McCarrick, 90 anni, arcivescovo emerito di Washington, che negli anni scorsi Francesco ha espulso dal collegio cardinalizio e dimesso dallo stato clericale per abusi sessuali. "E' importante sottolineare - scrive il direttore editoriale vaticano Andrea Tornielli in una sintesi del corposo rapporto - la decisione inizialmente assunta da Giovanni Paolo II. Il Pontefice chiede infatti al nunzio di verificare la fondatezza di queste accuse. L'inchiesta scritta, anche questa volta, non porta ad alcuna prova concreta: tre dei quattro vescovi del New Jersey consultati forniscono infatti informazioni definite nel Rapporto 'non accurate e incomplete'. Il Papa, che pure conosceva McCarrick fin dal 1976 per averlo incontrato durante un suo viaggio negli Stati Uniti, accoglie la proposta avanzata dall'allora nunzio apostolico negli USA Gabriel Montalvo, e dall'allora Prefetto della Congregazione per i vescovi Giovanni Battista Re, di lasciar cadere la candidatura. Pur in assenza di elementi circostanziati, non si doveva correre il rischio, trasferendo il prelato a Washington, che le accuse, seppure ritenute prive di consistenza, potessero riaffiorare provocando imbarazzo e scandalo. McCarrick sembra pertanto destinato a rimanere a Newark. A cambiare radicalmente il corso degli eventi - prosegue Tornielli - interviene un fatto nuovo. McCarrick stesso, dopo essere evidentemente venuto a conoscenza della sua candidatura e delle riserve sul suo conto, il 6 agosto 2000 scrive all'allora segretario particolare del Pontefice polacco, il vescovo Stanislaw Dziwisz. Si proclama innocente e giura di non avere "mai avuto rapporti sessuali con alcuna persona, maschio o femmina, giovane o vecchio, chierico o laico". Giovanni Paolo II legge la lettera. Si convince che l'arcivescovo statunitense dica la verità, e che le 'voci' negative siano, appunto, soltanto voci, infondate o comunque non provate. È dunque lo stesso Papa, attraverso precise indicazioni impartite all'allora Segretario di Stato Angelo Sodano, a stabilire che McCarrick rientri nella rosa dei candidati. Ed è lui infine a sceglierlo per la sede di Washington. Secondo alcune testimonianze citate nel Rapporto, può aiutare a comprendere il contesto di questo periodo anche l'esperienza personale vissuta dall'allora arcivescovo Wojtyla in Polonia: per anni aveva assistito all'uso strumentale di false accuse da parte del regime per screditare sacerdoti e prelati".